Mark Shuttleworth vorrebbe essere lo Steve Jobs di Ubuntu

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Si tratta di una provocazione. Mentre Mark Shuttleworth, il miliardario fondatore di Canonical, scommette su Unity Desktop nella prossima versione di Ubuntu Linux, finisce sotto la lente la sua visione

Mettiamo le mani avanti: è solo una provocazione. Ma la domanda che il mondo open source si pone da settimane è: Mark Shuttleworth, il miliardario di Canonical, vuole essere lo Steve Jobs di Ubuntu? Ripetiamo, è solo una provocazione: Shuttleworth non è Steve Jobs e Ubuntu è software libero, una distribuzione di Gnu/Linuux a sorgente aperto (open source), mentre Mac è un sistema chiuso e proprietario. Però, secondo The Register, qualcosa sta cambiando nella visione di Ubuntu: Shuttleworth sta diventando lo Steve Jobs di Linux nel senso che sembra voler aderire alla filosofia di “un solo uomo, una sola visione, un solo desktop” (“one man, one vision, one desktop“).Vediamo perché.

Innanzitutto Ubuntu vuole non solo che Linux funzioni, vuole che abbia un look e una grafica gradevoli. L’usabilità e la semplicità d’uso sono infatti il punto di forza di Ubuntu. E questo è un bene; tuttavia Shuttleworth sta spostando l’attenzione da Ubuntu a Unity desktop. Unity ha fatto la sua comparsa in netbook remix di Ubuntu 10.10, offrendo un’alternativa snella e leggera a GNOME desktop.

In occasione dell‘Ubuntu Developer Summit di ottobre, Shuttleworth ha descritto lo switch da GNOME a Unity come una modifica radicale per Ubuntu: non si tratta di un’iperbole, in effetti lo è, ma ad alcuni puristi (linuxisti ortodossi) la mossa è parsa “stile Apple“. Unity, che introduce come Apple l’application launcher con la mano sinistra e che porta il menu applicazioni fuori finestra nella barra del global menu (come in OS X), è attualmente disponibile in alpha su Ubuntu 11.04.

Unity è innovativo tanto che perfino la rivale Fedora potrebbe sposarlo. Tuttavia i detrattori si chiedono: Mark Shuttleworth vorrebbe essere lo Steve Jobs di Gnu/Linux? Probabilmente no, ma il dubbio aleggia in rete, dopo gli strali di Richard Stallman (padre del progetto GNU e di Free Software Foundation o FSF) sia contro Apple che contro il cloud computing di Google Chrome Os. Ai Linuxisti l’ardua sentenza.

Ubuntu 10.10 è in versione definitiva
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Autore: ITespresso
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