Mark Zuckerberg agli studenti della Luiss: Fate squadra

MarketingSocial media
Mark Zuckerberg agli studenti della Luiss: Fate squadra
0 15 Non ci sono commenti

Mark Zuckerberg in Italia ha tenuto un discorso all’università Luiss e ha donato 500 mila euro in AdCredits alla Croce Rossa per aiutare le vittime del terremoto in Centro-Italia

Quasi una visita di Stato, per il Ceo e co-fondatore di un’azienda che conta un miliardo e 700mila di utenti, più degli abitati della Cina: Mark Zuckerberg in Italia, dopo aver incontrato il Papa e il presidente del Consiglio, ha tenuto un discorso all’università Luiss e ha annunciato una donazione alla Croce Rossa per aiutare le vittime del terremoto in Centro-Italia. Nel dettaglio, ha donato 500 mila euro di ‘Ad credits alla Croce Rossa. Agli studenti ha promesso che Facebook non diventerà una media company, non nutre l’ambizione di trasformarsi in content provider ed ha offerto consigli per imprenditori: “Fate squadra”. Zuckerberg  ha avuto anche parole d’elogio per la strada intrapresa dal Paese in tema di IT, nonostante i cronici ritardi: “Ma bisogna dire che ultimamente l’Italia si fa notare anche perché è diventata il Paese più aperto d’Europa per l’innovazione” ha dichiarato il numero uno di Facebook.

Mark Zuckerberg in Italia, dopo aver incontrato il Papa e il presidente del Consiglio, ha tenuto un discorso all'università Luiss e ha doato 500 mila dollari alla Croce Rossa per aiutare le vittime del terremoto in Centro-Italia
Mark Zuckerberg in Italia, dopo aver incontrato il Papa e il presidente del Consiglio, ha tenuto un discorso all’università Luiss e ha doato 500 mila dollari alla Croce Rossa per aiutare le vittime del terremoto in Centro-Italia

Zuckerberg, che ha ammesso di aver studiato il latino alle scuole superiori (“Beh, non sono bravo a parlare in una lingua straniera. Alla high school dovevo sceglierne una. Il latino si studia ma non si parla…“), si è sottoposto a una raffica di domande da parte degli studenti: “L’imprenditoria, essenzialmente, è imparare il più in fretta possibile, tutto il possibile. Un imprenditore viene giudicato per il cambiamento che riesce a portare nella società. Sbagliare va bene se serve a imparare. Ci vuole persistenza. Ci vuole la pazienza e l’ascolto per adattare le proprie idee alla risposta degli utenti. E ci vuole una grande squadra: nessuno fa un’impresa da solo“.

Imparare a fare squadra, evitando l’errore dell’uomo-solo-al-comando è un buon suggerimento aglisudenti italiani: “Se dovessi decidere tutto io, Facebook si svilupperebbe troppo lentamente. I nostri ingegneri hanno la possibilità di realizzare le innovazioni che ritengono più opportune e di provarle con un numero limitato di utenti. Le soluzioni che la comunità gradisce di più vengono poi implementate su tutta la piattaforma“.

A Roma Zuckerberg ha in contratto le startup: Daniele Calabrese, di Streamago, la soluzione per i video in diretta su Facebook; Stefano Portu di DoveConviene; Giovanni Daprà di MoneyFarm. “Oggi più che mai, le buone idee vengono e si sviluppano un po’ dovunque nel mondo. In Europa è nata Spotify. In Italia c’è MusixMatch di Max Ciociola” e in Italia, sul Lago di Como, si è appena svolto il matrimonio del fondatore di Spotify, alla presenza di Zuckerberg e di sua moglie.

Agli imprenditori, ha parlato delle potenzialità della Realtà Virtuale (VR): “La realtà virtuale, per esempio, sarà una tecnologia profondamente sociale. Quando comunichiamo con il telefono ci immaginiamo di essere vicini al nostro interlocutore. Con la realtà virtuale ci sembra di essere proprio con lui“.

Infine, parlamdo della tragedia del sisma in Centro-Italia, ha parlato del Safety Check : “Il successo non si misura dalla condivisione delle foto, ma da quanto la nostra community puo’ aiutare in caso di disastri naturali, come il terremoto. Nel caso dell’Italia il sistema del Safety Check ha funzionato bene“.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore