Massimo Marchiori lascia Volunia

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Massimo Marchiori lascia Volunia

I motivi dell’addio a Volunia da parte di Massimo Marchiori, uno dei più grandi talenti italiani esperti di motori di ricerca. Marchiori preferiva sviluppare un metalivello e non lanciare un motore di ricerca alternativo

Ha inventato l’algorirmo alla base di Google Page Rank, il segreto meglio custodito a Mountain View. Ha poi creato Volunia, la risposta italiana al Social Search. Massimo Marchiori, con amarezza e una lettera aperta, adesso lascia il ruolo di direttore tecnico di Volunia e del progetto da lui ideato. E illustra che cosa è andato storto.

L’Open letter è stata spedita a Il Sole 24 Ore e a Wired, spiegando tutta la storia di un ricercatore che se avesse voluto fare l’imprenditore-guru, avrebbe già potuto solcare l’Oceano in altre occasioni.. Marchiori non insegue il successo fine a se stesso, bensì la ricerca scientifica nel campo dei motori di ricerca semantici, il famoso semanti Web, a cui i Big della ricerca online aspirano. Non vuole diventare Brin/Page o Mark Zuckerberg, ma vuole restare un ricercatore che ha già dato molto all’innovazione in Rete, ma può ancora offrire in termini di creatività e talento. “Non sono l’Amministratore Delegato di Volunia – scrive nella lettera – Se il mio obiettivo fosse l’arricchimento personale, avrei da tempo abbandonato l’Università e l’Italia e accettato una delle offerte provenienti dall’estero. Mi sono invece immerso anima e corpo in questo progetto per la bellezza di far progredire il mondo del web, per il piacere di dare una scossa al futuro e fare qualcosa di utile. Ed anche per altri motivi, come quello di dare stimoli all’Italia, mostrare che si deve cercare di innovare, e non serve necessariamente scappare da questo Paese per farlo”.

Marchiori ammette gli errori nel debutto di Volunia, ma risponde alle critiche illustrando gli equivoci, avvenuti quando il progetto secondario ha scavalcato e mistificato il progetto primario: “Il progetto iniziale – per come lo avevo concepito già anni fa – non hai mai avuto un motore di ricerca proprietario. Il nome in codice era “metamaps”, e la comprensione di tutto sta nel nome, appunto: meta. Un metalivello, perché è questa la chiave: essere su di un livello superiore, e riusare l’informazione presente nei livelli sottostanti.

Marchiori sa che cosa manca alla ricerca online odierna, e cosa invece è velleitario: “Certo idee per fare un motore di ricerca semantico e non solo, soprattutto diverso da quelli esistenti, le ho da tempo. Ma il progetto metamaps, che ora in una piccola parte conoscete come Volunia, è ambizioso e richede tempo, risorse ed attenzioni. Fare un motore di ricerca proprietario è tutt’altra cosa che necessita di tempo e risorse completamente dedicate, ed ha alti gradi di difficoltà: e non si possono voler fare insieme tutte e due le cose. Ciononostante, il termine “motore di ricerca” attira di più, specie i non addetti ai lavori, che non “metalivello”. E – contro il mio parere- è stato introdotto nel progetto l’elaborazione di un motore di ricerca proprietario“.

E così Volunia perde la sua guida e il suo ispiratore di maggior talento: “Non guiderò più il team, non troverò più soluzioni a tutti i problemi che quotidianamente usciranno nel progetto, tantomeno darò supporto per il codice e gli algoritmi che ho ideato e che sono attualmente usati in Volunia“. Per Volunia è una grossa perdita, ma per Marchiori significa ritrovare la voglia di fare ricerca senza perdere tempo in progetti in cui non si riconosce.

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