Matrimonio asiatico tra Hp e Linux

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Il mercato asiatico non ci sta a dipendere da Microsoft e punta su Linux, inevitabili le conseguenze: anche un vendor come Hp, fino ad oggi abbastanza tiepido nei confronti del sistema operativo open source e saldamente legato a Microsoft, si è dovuto adeguare e il gigante dell’informatica ha annunciato che aumenterà la propria quota di

Il mercato asiatico non ci sta a dipendere da Microsoft e punta su Linux, inevitabili le conseguenze: anche un vendor come Hp, fino ad oggi abbastanza tiepido nei confronti del sistema operativo open source e saldamente legato a Microsoft, si è dovuto adeguare e il gigante dell’informatica ha annunciato che aumenterà la propria quota di personal computer basati su Linux destinati a questo mercato. L’azienda di Palo Alto ha annunciato che venderà macchine corporate che implementano Turbolinux in 12 paesi asiatici, compresi Cina, Giappone e Corea. “Il mercato asiatico stava cercando un’alternativa e l’ha trovata in Linux. Hp ha quindi lavorato in modo da rendere disponibile Linux su tutte le proprie piattaforme”, ha detto Martin Fink, vice presidente per Linux di Hp, e ha aggiunto: “Nelle aziende americane abbiamo oltre vent’anni di utilizzo di Windows e vi è una complessa stratificazione di applicazioni basate sui sistemi operativi Microsoft. Quando invece non si hanno ancora sistemi legacy o base installata è evidente che orientarsi verso un altro sistema operativo non ha lo stesso impatto sul business che avrebbe in America”. Tra i grandi vendor, fino ad oggi solo Hp non aveva compiuto una scelta così forte nei confronti di Linux mentre sia Dell, sia Ibm vendono già da tempo soluzioni basate sul sistema open source. I dati Idc indicano che Hp è il secondo produttore mondiale di personal computer, con il 16,4 per cento di share contro il 16,9 per cento del leader Dell; sul mercato asiatico, Hp è sempre al secondo posto, ma al primo vi è il produttore cinese Legend e la quota di mercato dei produttori locali è in costante aumento. È evidente che, almeno per mantenere la propria posizione, Hp doveva adeguarsi alle richieste del mercato locale e lo stesso Fink conclude: “Microsoft è contenta di quello che stiamo facendo con Linux? Assolutamente no. Ma capiscono perché lo facciamo? Si, perché stiamo rispondendo a una richiesta dei clienti”.

Autore: ITespresso
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