McAfee, quando la sicurezza va in vacanza…

Sicurezza
Nessun progresso sulle password: ancora troppo banali

Arriva l’estate e con le vacanze si fanno buoni propositi per disintossicarsi da smartphone e social. Il periodo estivo è però anche quello in cui si abbassa l’attenzione e ci si espone ai rischi. I dati di una ricerca McAfee e i relativi consigli

McAfee ha commissionato una ricerca a MSI International, condotta nel mese di marzo 2017 su 9500 persone tra i 18 e i 55 anni, residenti in Usa, Australia e alcuni Paesi europei. Scopo dell’indagine – dal titolo  Digital Detox: Unwind, Relax and Unplug (Disintossicazione digitale: rilassarsi, distendersi e ‘staccare’ durante le vacanze estive) – indagare i comportamenti e gli atteggiamenti dei consumatori nel periodo di riposo.

McAfee - Ricerca sui Comportamenti Estivi (2017)
McAfee – Ricerca sui Comportamenti Estivi (2017)

Lo studio evidenzia un dato abbastanza ricorsivo negli anni e cioè come le abitudini digitali del periodo estivo, più rilassato, mettono a rischio i dati personali. Se da un lato il periodo estivo potrebbe rappresentare un ottimo momento per disintossicarsi dall’overdose digitale, alla fine oltre la metà del campione ha risposto di rimanere comunque connesso alla Rete per almeno un’ora al giorno, tutti i giorni, per controllare la posta, gli SMS e alimentare i social network.

Senza contare poi come il 54 percento degli intervistati non resista nemmeno un giorno senza utilizzare il proprio dispositivo se si tratta di inviare messaggi di testo e il 57 percento non ci provi nemmeno e vada in vacanza con l’intento di rimanere connesso. Chi invece ci prova e ci riesce (43 percento) poi riporta un’esperienza molto più piacevole (circa 81 percento). Si sa, non c’è sistema migliore per apprezzare le cose che privarsene, anche se per periodi limitati.

E’ circa un intervistato su tre a non riusciare a trascorrere una sola giornata senza controllare l’email di lavoro o personale, uno su quattro addirittura controlla tutto come se fosse in ufficio, e quasi quattro intervistati su sei pubblicano regolarmente sui social. Il dato più interessante riguarda i device.

Si parte con ottimi propositi, tanto che il 72 percento lascia a casa il proprio laptop, ma siamo molto più stupiti per il fatto che ben il 27 percento sarebbe disposto a lasciare il proprio smartphone. Una percentuale che davvero pensiamo sia incredibile, o possa riguardare solo lo smartphone del lavoro. 

Nel tempo siamo convinti che questi studi susciteranno sempre meno scalpore, perché l’attività digitale non sarà del tutto percepita come un momento con una sua natura propria, ma come parte integrante di tanti altri comportamenti quotidiani e come tale irrinunciabile e indistinta. Fino a quel momento, che è già presente per le generazioni più giovani, chi non molla la propria attività digitale farà bene anche a tenere gli occhi aperti. I cybercriminali non dormono, e quando si preferisce la comodità (per esempio di una connessione WiFi aperta) alla prudenza o alla spesa del traffico LTE, sanno molto bene come violare la privacy.

Spesso l’autostima innalza i rischi a cui ci si espone. Per esempio il 58 percento degli intervistati è convinto di saper determinare se il proprio WiFi sia sicuro, e solo uno su due però controlla la connessione. Tanti rischi considerato che un terzo degli intervistati si affida ai WiFi pubblici appena li trova.

Che effettivamente il comportamento dei giovani sia sostanzialmente diverso da quello dei genitori emerge anche da questo studio. Mamme e papà pensano infatti che i dispositivi dovrebbero passare in secondo piano in vacanza (il 51 percento ha in programma di scollegarsi), mentre chi non ha figli ha lo stesso pensiero solo in un caso su tre (35 percento). Tuttavia il 77 percento dei genitori consente ai figli di utilizzare i dispositivi connessi durante il viaggio e il 73 percento dei casi pretende di controllarne l’uso. 

Quattro consigli di sicurezza per le vacanze

Non sono nuovi, ma repetita iuvant. Il primo emerge proprio dalla ricerca: (a) bisogna essere sicuri di connettersi a reti protette. Nel caso non si possa fare meglio sottoscrivere un servizio VPN (McAfee lo offre ma non è l’unico vendor a farlo), oppure ripiegare sulla rete 4G se disponibile; (b) è bene tenere i dispositivi sempre aggiornati.

E’ questo il primo passo, sempre e in fondo anche il più semplice. (c) McAfee è logico poi che spinga per l’adozione si un software di protezione su tutti i dispositivi. Lo fanno comunque tutti i vendor. Spesso la protezione per smartphone e tablet è già compresa nella sottoscrizione per il pc, ma non sempre.

E su questo dovrebbero essere proprio i vendor di sicurezza a fare la prima mossa. (d) Se si perde lo smartphone, infine, possono essere utilizzati i servizi già previsti per la sua localizzazione, in modo almeno da poter cancellare i nostri dati personali in caso di furto o smarrimento. Ritrovare il dispositivo invece è sempre meno probabile, perché chi vi sottrae lo smartphone spesso sa benissimo cosa fare. 

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore