Mea culpa di Facebook per l’esperimento su 700 mila utenti

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Sheryl Sandberg si scusa: L'esperimento su Facebook è stato comunicato inadeguatamente
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Arrivano le scuse di Sheryl Sandberg, numero due di Facebook: l’esperimento sul contagio delle emozioni è stato comunicato inadeguatamente. Intanto la manipolazione delle bacheche, che ha suscitato scandalo, finisce sotto inchiesta in Gran Bretagna

Facebook fa mea culpa. Il giorno delle scuse di Sheryl Sandberg, numero due (Coo) di Facebook, è arrivato: secondo la chief operating officer, una delle donne più influenti al mondo, l’esperimento sul contagio delle emozioni è stato comunicato inadeguatamente. Per condurre il test della Cornell University e dell’Università della California, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, sono state manipolate le bacheche e i news feed di 700 mila utenti. A loro insapuna, sebbene gli utenti avessero in passato dato il consenso attraverso i setting Privacy. L’esperimento ha suscitato scandalo, e le scuse di Sandberg, alla Tv indiana NDTV di New Delhi, non potevano tardare. Il social network di Menlo Park cerca di limitare i danni affermando che si è trattato di un caso di cattiva comunicazione.

Intanto l’esperimento è finito sotto inchiesta in Gran Bretagna. L’Authority inglese, Information Commissioner’s Office (ICO), ha acceso i fari, anche perché la modifica ai termini di servizio che ha aperto alla possibilità di effettuare “operazioni iterne”, fra cui “ricerche”, rendendo ineccepibile il test dal punto di vista formale, è stata apportata con quattro mesi di ritardo. Nel maggio 2012, mentre l’esperimento sulla reazione degli utenti all’esposizione di news feed positive o negative su Facebook era avvenuto a gennaio.

I termini “analisi dati” e “ricerca” appaiono unicamente su Facebook.Ma non appaiono nei termini di servizio e le  privacy policy di Google; invece la parola “ricerca” fa capolino nella privacy policy di Yahoo ma non nei termini di servizio. LinkedIn ha aperto la privacy policy a ricerche da condurre sui suoi utenti.

Sheryl Sandberg si scusa: L'esperimento su Facebook è stato comunicato inadeguatamente
Sheryl Sandberg si scusa: L’esperimento su Facebook è stato comunicato inadeguatamente

Forbes ritiene che le piattaforme di social networking debbano rispettare i termini di servizio e policy privacy, perché in gioco è il destino dei nostri dati e contenuti digitali. Il Garante Privacy britannico non vuole prendere la questione sottogamba, e non si accontenterà delle scuse di Sheryl Sandberg, già autrice di un celebre libro a favore del Fattore D, “Lean In: Women, Work and the Will to Lead”. Si prospetta una violazione della privacy, tutta da verificare, come riporta il Financial Times, e l’Authority inglese è già al lavoro con Irish Data Protection Commissioner, visto che in Europa è l’authority irlandese ad occuparsi delle questioni privacy di Facebook. Il social network ha promesso feedback più adeguati per il futuro, anche se si giustifica dicendo che a dare il consenso sono gli utenti stessi, impostando i setting per la privacy.

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