Mettiamoci a nudo

Management

Questo genere comporta una serie di difficoltà non solo tecniche,ma anche psicologiche e bisogna fare molta attenzione a non cadere nella volgarità?

Essere senza vestiti comporta sempre qualche imbarazzo. Davanti a un estraneo come davanti a un amico. La fotografia di nudo mette in evidenza quanto il comportamento di tutti sia, nella realtà, fortemente condizionato da tabù che diciamo superati. È importante prendere coscienza di questo, prima di affrontare l’argomento: il nudo è un genere fotografico come qualsiasi altro e bisogna comportarsi di conseguenza. L’atteggiamento nei confronti della modella è molto importante. Per farle superare il naturale imbarazzo non dovete comportarvi come se il mirino della macchina fotografica fosse il buco della serratura. Prima delle ripresa dovete illustrarle le immagini che volete realizzare, e studiare con lei le pose che ritenete più adatte al suo corpo e al suo viso. È importantissimo, inoltre, che durante le riprese non vi siano spettatori: non fanno altro che aumentare le difficoltà della persona da ritrarre. Cercate anche di fornirle uno spazio (l’equivalente del camerino delle professioniste) in modo che possa togliersi i vestiti in privato e mettetele a disposizione una vestaglia o un accappatoio, in modo che nelle pause possa coprirsi. Sono piccoli accorgimenti che fanno sentire a proprio agio la persona e dimostrano la nostra professionalità.

Prima di parlare di attrezzatura, parliamo del soggetto, che nel nudo riveste un’importanza ben maggiore. Non è indispensabile che il soggetto sia un professionista, né che abbia sempre un corpo da miss. È importante invece che sia disinvolto davanti all’obiettivo. Parliamo al femminile, perché il nudo quasi sempre vede protagoniste le donne. Nulla vieta naturalmente di riprendere soggetti maschili. Le regole sono sostanzialmente simili. Le modelle professioniste, o comunque abituate a posare per i workshop dei fotoamatori, permettono al fotografo alle prime armi di ottenere buone foto in minor tempo. Se volete semplificarvi al massimo la vita, per i vostri primi scatti rivolgetevi a una modella con questo tipo di esperienza. Quando vi sentirete più sicuri potrete cercare soggetti non professionisti, che spesso vi consentono di ottenere foto migliori, al prezzo di un po’ di impegno in più. Chi posa per mestiere tende ad assumere pose stereotipate, che “fanno tanto modella” ma che spesso diventano brutte imitazioni di quanto si vede su giornali e riviste. Il vero fotografo sa interpretare, ogni volta, il soggetto secondo la sua visione e non secondo quella degli altri. È preferibile quindi dare un’impronta personale alle immagini. L’espressione del volto è fondamentale: il confine tra una foto di nudo artistico e una di nudo erotico, se non addirittura volgare, quasi sempre transita per il volto della modella. Se non si ha molta esperienza è meglio limitarsi a inquadrare parti del corpo e solo in un secondo tempo, quando si è acquisita padronanza, includere il viso. Lo sguardo è importantissimo. Se questo è fisso verso l’obiettivo, è come se la ragazza instaurasse un discorso diretto e un po’ provocante con chi guarderà la foto. Se lo sguardo è puntato da un’altra parte, l’impressione sarà quella di una immagine colta di sorpresa, di un attimo d’intimità rubato. Per non cadere nella volgarità è opportuno evitare un trucco vistoso, rifuggere da quegli accessori, come le calze a rete, i reggicalze, le guêpière, e tutti quegli orpelli di dubbio gusto. Se il fotografo non è bravissimo e la modella pure, si ottengono solamente foto volgari o, peggio, ridicole. Quando il viso è grazioso, sarebbe meglio evitare il trucco, che rischia di essere sovente pesante e inadeguato. Buona parte della riuscita di una foto dipende dal rapporto che si instaura con la modella. Prima di iniziare gli scatti, stabilite un piano di lavoro e seguitelo, per non dare l’idea di improvvisare. Discutete assieme al soggetto per coinvolgerlo nelle riprese. Attenzione inoltre ai segni lasciati dai vestiti sulla pelle. Consigliate alla ragazza di indossare per il giorno delle riprese, vestiti larghi, e consigliatele di togliersi la biancheria intima almeno un’ora o due prima di iniziare, in modo che il tempo consenta di cancellare gli eventuali segni. Anche un piccolo elastico, che stringe in vita o sul dorso, lascia solchi che scompaiono solo dopo alcune ore. È preferibile farle anche togliere anelli e collanine, che appesantiscono quasi sempre la composizione, la rendono barocca e sovente volgare. La nostra modella, o modello naturalmente, dilettante o professionista che sia, non sempre ha un corpo con misure perfette e una pelle vellutata. L’obiettivo fotografico è impietoso e mette in rilievo pure le imperfezioni minori. Sta al fotografo scegliere il taglio di luce, il punto di vista e l’inquadratura che nasconderanno il più possibile i difetti. Un esempio tra i tanti: se il seno è un po’ pesante, è inevitabile che non sia perfettamente eretto. Per risolvere la cosa basta suggerire una posa con le braccia alzate, in modo che il seno venga naturalmente sollevato. Attenzione però, se la ragazza è magra, questa posa potrebbe mettere in rilievo le costole. È necessario, prima di scattare le foto, osservare bene la ragazza, sotto tutti i punti di vista, per evitare immagini sbagliate. Per eliminare l’imbarazzo, suo e vostro, dovete creare un’atmosfera semplice e rilassata. Magari con un po’ di musica in sottofondo. Parlate con la modella che si sentirà così rassicurata e coinvolta. L’articolo continua sulla rivista Fotoidea n. 3.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore