Mi si è "allargato" l’iPod

LaptopMobility

Il design del nuovo iMac G5 si ispira a uno dei più grandi successi di Apple.

iMac, il computer casalingo di Apple, è arrivato recentemente alla sua terza incarnazione. Abbandonato il design “a lampada”, il nuovo modello ha l’elettronica completamente integrata nel cabinet dello schermo LCD. “Completamente” vuol dire che nulla resta fuori, non ci sono strane protuberanze posteriori (come in alcuni PC della concorrenza) e anche l’alimentatore è integrato. Dal computer escono solo il cavo dell’alimentazione e quello USB per la tastiera, a meno che per quest’ultima non abbiate scelto un modello Bluetooth, senza fili. Il design è un punto di forza del nuovo nato, che non fa brutta figura neanche in soggiorno e può essere confuso con un televisore a schermo piatto. La qualità d’immagine del display del resto è notevole, sia nel modello da 17″ che in quello e da 20″, entrambi panoramici (16:10). Ma le novità più rilevanti sono come al solito “sotto il cofano”: il processore infatti è il G5, finora montato solo sulle macchine Apple professionali, capace di raggiungere velocità di clock più elevate del suo predecessore G4. L’uso del G5 permetterà all’iMac di far girare tutti i programmi ottimizzati a 64 bit che mano a mano cominciano ad arrivare sul mercato, primo fra tutti la prossima versione di Mac Os X (“Tiger”). Il modello che abbiamo provato è il più economico della serie. Per 1.399 euro ci si porta a casa un sistema con schermo da 1.440 x 900 punti, processore 64 bit da 1,6 GHz, grafica nVidia 5200FX, masterizzatore CD con lettore DVD, disco Serial ATA da 80 Gb, modem/fax, 3 porte USB 2, Firewire ed Ethernet, audio digitale/analogico e 256 Mb di RAM. Per usare i programmi più impegnativi è meglio aggiungere subito memoria, almeno raddoppiarla (iMac accetta fino a 2 Gb), ma per il resto il sistema appena fuori dalla scatola è già pronto all’uso. La dotazione software include non solo il sistema operativo Mac Os X Panther, stabile e molto facile da usare, ma anche una serie di applicativi integrati che copre le più comuni esigenze (software per la posta, browser, calendario, rubrica indirizzi ecc.). Inoltre, è preinstallata anche la suite iLife composta da cinque programmi: per la creazione di video (iMovie), per la produzione di DVD (iDVD), per l’ascolto di musica (iTunes), per la creazione di composizioni musicali (GarageBand) e per la gestione di fotografie (iPhoto). La dotazione di serie comprende infine due giochi (Marble Blast e Nanosaur II). Rispetto al precedente modello il nuovo iMac esibisce prestazioni migliori soprattutto dove servono i “muscoli”: conversione di filmati da DV a MPEG o DivX, “rendering” degli effetti speciali in iMovie, riproduzione di varie tracce audio con effetti multipli in GarageBand. Qualche incertezza invece nella grafica 3D, dovuta alle doti non eccelse della scheda GeForce montata di serie (e purtroppo non sostituibile, a differenza del disco fisso e del masterizzatore). Ottimo il comportamento anche con le applicazioni “professionali”, come PhotoShop o il software di impaginazione Xpress, mentre la limitata quantità di memoria di serie non ci ha permesso di far girare Virtual PC (l’emulatore Windows). In sintesi: il nuovo iMac è una macchina che troverà sicuramente molti estimatori, sia fra chi già conosce bene la qualità Apple, sia fra quelli che magari l’hanno conosciuta da poco e solo perché hanno comprato un iPod.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore