Microsoft e Yahoo! alleati online: da Bing parte la vera sfida a Google nel mercato dei motori di ricerca

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Entro 24 ore verranno rivelati i dettagli della storica partnership, inseguita da oltre un anno, tra Microsoft e Yahoo!. Bing dovrebbe diventare il motore di ricerca di default della barra di Yahoo!, mentre Yahoo! venderà advertising sia sul suo sito che su Microsoft Bing. Senza scambi in denaro, ma all’insegna del revenue sharing

Microsoft e Yahoo!, è fatta: ma l’annuncio della storica partnership verrà dato entro 24 ore. Lo riportano varie fonti (da All Things D ad Ad Age a Cnet, fino al Financial Times). I dettagli (tecnici e finanziari) dell’alleanza (soprannominata MicroHoo!) verranno dati all’annuncio ufficiale, ma, secondo le prime indiscrezioni, l’accordo vede al centro Bing e l’advertising online di Yahoo!: Bing dovrebbe diventare il motore di ricerca della barra di Yahoo!, mentre Yahoo! venderà advertising sia sul suo sito che su Microsoft Bing; inoltre, Yahoo! dovrebbe mantenere i rapporti con i grandi inserzionisti interessati sia ai banner che all’advertising online.

Il tutto, forse, senza transazioni finanziarie, ma basato sul modello del revenue sharing (la condivisione dei ricavi). I due colossi dovrebbe dividere i futuri ricavi derivanti dal search advertising.

L’alleanza fra Micreosoft e Yahoo! porta alla nascita di un vero rivale in grado di sfidare Google. Nell’ultima trimestrale il fatturato del search di Yahoo! è calato del 15% rispetto a un anno fa, ma la cura del Ceo Carol Bartz sta riorganizzando Yahoo! in modo da rimetterla in carreggiata. Ma secondo comScore, Yahoo! detiene circa il 20% della ricerca online, Microsoft Bing (dopo il debutto a maggio) l’8,4%, mentre Google detiene il 65% del mercato Usa.

Il patto arriva dopo 18 mesi dall’Opa da 47,5 miliardi di dollari, fallita, e dopo un anno di travagliati approcci, ripresi in maniera proficua solo in seguito alla nomina del nuovo Ceo di Yahoo!, Carol Bartz. Aspettiamo ora l’annuncio ufficiale di Steve Ballmer di Microsoft e Carl Bartz di Yahoo!, e il parere delle società di analisi.

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