Microsoft esplora le candidature del dopo-Ballmer

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Surface Pro con Windows 8.1
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Gli scenari del dopo-Ballmer visti dalle società di analisi. Le ipotesi sul toto-nomine ai vertici di Microsoft, dopo l’annuncio del ritiro del Ceo Steve Ballmer

In seguito all’annuncio dell’addio di Steve Ballmer fra 12 mesi, e a poche ore dal lancio di Windows 8.1 (Blue) in RTM, le società di analisi si interrogano sugli scenari del dopo-Ballmer a Redmond. Nel ruolo di Ceo, che manterrà ancora un anno, Steve Ballmer ha lanciato una profonda riorganizzazione della società, che si trasforma da azienda del software ad azienda di Dispositivi e servizi (e software): una ristrutturazione che rappresenta la risposta di Microsoft ai cambiamenti (e al crollo) del mercato Pc, nel brusco passaggio all’era Mobile, dominata da smartphone, tablet e da servizi in cloud computing.

Steve Ballmer ha ridefinito la strategia di One Microsoft, ma finora le società d’analisi hanno espresso scetticismo di fronte alla visione di Ballmer, in quanto Surface (con un invenduto per 900 milioni di dollari) ha incontrato più difficoltà del previsto, Bing stenta a decollare mentre Google prende il largo e Windows Phone ha market share ancora modestro rispetto ad Android e a iOs. Reuters riporta che gli analisti hanno puntato il dito contro Ballmer proprio per via di questi scogli che il Ceo non ha saputo superare.

Nell’ultimo biennio Microsoft ha perso 3 miliardi di dollari su Bing, oltre a 6 miliardi di dollari di write-off dell’acquisizione dello specialista dell’advertising aQuantive.

Fra i candidati interni che Microsoft sta prendendo in considerazione, spicca Satya Nadella, a capo del software; altri manager interni come Julie Larson-Green vorrebbero indicare un segnale in linea rispetto al percorso delineato da Ballmer. Candidature esterne rimangono ipotizzabili, anche se da prendere con le pinze: la scelta di un outsider, come sarebbe Reed Hastings di Netflix, significherebbe portare aria fresca nel colosso sdel software. Microsoft dovrebbe prendere in esame anche il parere degli azionisti, con i quali è già programmato l’incontro annuale fra alcune settimane. E gli azionisti guardano con ingordigia alla montagna di 77 miliardi di dollari in contanti, su cui siede Microsoft? Nomura ritiene che il ritiro di Steve Ballmer ha a che fare anche con il dividend o e il buyback azionario. La risposta è rimandata al 19 settembre. E, così, Ballmer paga per la tiepida accoglienza di Windows 8, dopo il flop di Vista (Windows 8 solo da poco ha superato il giro di boda del 5%), la delusione per Surface e la multa da 731 milioni di dollari, comminata dall’Antitrust UE èper la dimenticanza della libera scelta dei browser su Windows. L’annuncio di Ballmer, che detiene il 4% di Microsoft (Bill Gates il 4.8%), nasce dunque in questo clima, mentre Microsoft deve affrontare l’era Mobile, salpando dall’isola Pc-centrica in cui il suo business prosperava da decenni.

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Autore: ITespresso
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