Microsoft lancia la Global Phishing Enforcement Initiative

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L’iniziativa contro i criminali informatici è inserita in una più ampia campagna legale che ha l’obiettivo di individuare i cybercriminali

Utenti, occhio al phishing: ma ai phisher, bisognerà presto dire, attenti a Microsoft. A Bruxelles Microsoft ha infatti lanciato la Global Phishing Enforcement Initiative, una massiccia campagna legale globale che ha l’obiettivo di individuare i cybercriminali del phishing. Gli autori delle truffe online via posta elettronica, provvedono alla creazione di falsi siti Web progettati per carpire a utenti ignari dati personali, come indirizzi di posta elettronica e password, numeri di carta di credito o informazioni sui conti bancari. Microsoft ha annunciato che entro la fine di giugno inizierà azioni legali per oltre 100 casi in Europa, Medio Oriente e Africa contro individui sospettati di commettere frodi online, di cui 53 saranno già avviate entro la fine di marzo. Lo ha annunciato Microsoft durante un dibattito sulla tecnologia, indetto da EuroISPA, sponsorizzato in collaborazione con Interpol e tenutosi a Bruxelles, Neil Holloway, Presidente di Microsoft Emea. Alla fine del 2005 risultavano oltre 7.000 i siti di phishing in Rete. “Il phishing è un crimine. Minaccia la fiducia dei consumatori per quanto riguarda Internet ed è un ostacolo agli sforzi del settore e dei responsabili delle decisioni europee per incentivare l’utilizzo di servizi Internet innovativi e utili per i cittadini”, sostiene Holloway. Le azioni legali sono collegate a un programma Microsoft più vasto, la nuova Global Phishing Enforcement Initiative (GPEI), lanciata dalla società, un’iniziativa globale volta a coordinare ed espandere i suoi sforzi in tutto il mondo per combattere i criminali attraverso la protezione dei clienti, le collaborazioni e i procedimenti giudiziari. Le prime 53 azioni legali che verranno intentate grazie all’iniziativa GPEI in Europa, Medio Oriente e Africa comprendono quelle contro criminali di Turchia, Francia, Spagna, Marocco, Regno Unito, Germania, Austria, Egitto e Svezia. A queste seguiranno altre 51 cause in tutta Europa, Medio Oriente e Africa contro persone che hanno creato falsi siti Web. Il lancio dell’iniziativa GPEI è l’ultima mossa che rientra nell’impegno a lungo termine di Microsoft rivolto a combattere il phishing e altre forme di cybercrimine: il colosso di Redmond ha già fatto chiudere 4.744 siti di phishing in tutto il mondo e negli Stati Uniti la scorsa primavera Microsoft ha passato agli atti 117 azioni legali di phishing. Inoltre l’azienda continua a investire contro la minaccia di phishing come il nuovo Phishing Filter di Internet Explorer 7, disponibile in versione beta.

Autore: ITespresso
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