Microsoft per l’innovazione nelle imprese italiane

Aziende

Le Pmi italiane danno scarsa attenzione alla tecnologia, la spesa per addetto è tra le più basse in Europa, quattro volte meno della media europea

“Bisogna investire di più e crederci. Le nostre imprese devono cogliere il senso di ciò che si può fare con gli investimenti in tecnologia per sviluppare un mercato oggi ancora troppo debole”. Le parole risuonano nella sala del convegno “Il contributo dell’It al recupero della competitività della Pmi italiana” tenutosi per inaugurare il Centro conferenze per la realizazione del potenziale delle Pmi.

A parlare è il padrone di casa: Umberto Paolucci vicepresidente di Microsoft. Dietro all’appello non c’è solo il bisogno di fare business della multinazionale americana, ma anche la consapevolezza che l’innovazione tecnologica delle piccole e medie imprese italiane è indietro rispetto ai principali paesi europei.

“La spesa in information technology delle aziende fino a 99 dipendenti è di 3,4 volte inferiore rispetto alla media dell’Europa occidentale – prosegue Paolucci -, e di ben otto volte inferiore rispetto a quella della Gran Bretagna».

La questione dell’innovazione, in effetti, sta diventando un elemento cruciale dell’economia italiana anche perché non ci sono ricette facili per spingere le aziende a rinnovarsi e tanto meno per mettere in discussione i processi di business. Il ministro dell’Innovazione tecnologica Lucio Stanca, intervenuto al convegno, sposa la linea del liberalismo proponendo “meno incentivi e meno tasse, per dare più libertà di scelta alle imprese che non devono dipendere più dagli incentivi decisi dalla classe politica».

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore