Microsoft pragmatica su Linux

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La guerra santa tra Microsoft e Linux deve finire e una convivenza è possibile. Microsoft sembra smorzare i toni della battaglia con il sistema operativo open source

Microsoft si arrende all’evidenza e smorza i toni della battaglia contro Linux. Le parole di Nick Barley, business and marketing officer, sembrano in effetti andare in questa direzione quando sostiene che alle aziende non verrà chiesto ancora a lungo di dover scegliere tra Windows e Linux: “Dobbiamo spiegare ai nostri clienti molto chiaramente quali sono le nostre intenzioni. La guerra santa tra Microsoft e Linux deve finire, dobbiamo tornare a parlare dei benefici che l’It può portare al business”. Barley sostiene che il punto di forza della strategia Microsoft è che quello di “rendere semplici le cose complesse” e che per il momento Linux sta cambiando assumendo alcune caratteristiche di Windows. Ma ammette anche che ci sono ancora problemi circa la sicurezza di Windows. Tim Hall, responsabile del marketing del rivenditore inglese Computacenter, sostiene che il costo rimane il principale problema per i clienti e che dal punto di vista tecnologico il problema maggiore riguarda l’integrazione: “La scelta di un nuovo server o di nuove soluzioni è fortemente influenzata dalle soluzioni già presenti in azienda. Se hai acquisito competenze Unix e Risc, la scelta più logica per il futuro è quella di passare a linux e Intel: cambia l’accento, ma li lingua che si parla è la stessa”. Tendenza confermata da Phil Dawson, senior programme director di Meta Group, il quale sostiene che la combinazione Linux/Intel ha una forte presenza nelle realtà con la presenza di Unix: “Linux consoliderà parecchi sistemi Unix nel 2006-1007 e Intel sarà il vincitore. Entro il 2008, la piattaforma x86 dominerà tutte le piattaforme, con il 95% del carico di lavoro”. Per quanto riguarda l’utilizzo di entrambi i sistemi operativi, Windows e Linux, Dawson sostiene che il problema maggiore rimane quello dell’integrazione e suggerisce a Microsoft di produrre “servizi Windows per Linux”, come esistono per Unix, per dimostrare la reale possibilità di coesistenza dei due sistemi.

Autore: ITespresso
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