Microsoft progetta larchivio della vita online

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Presto potrete ricordare tutto della vostra vita

Ricercatori di Microsoft stanno lavorando ad un progetto per la creazione di un back-up del cervello online, che potr fare ben pi del cervello contenere e catalogare ogni fotografia che scattate, ogni documento che scrivete, ogni conversazione che registrate. I ricercatori che collaborano al progetto ipotizzano che il database della vita umana potrebbe contenere una grande quantit di dati, catalogabili automaticamente e ricercabili semplicemente come si fa con un qualunque motore di ricerca. In caso di riuscita, il progetto realizzarebbe il sogno del visionario Vannevar Bush, che per primo ebbe lidea di un archivio della vita, 50 anni fa. Il gruppo di ricerca in questione si chiama MyLifeBits e ha la sua base al laboratorio di ricerca di Microsoft a San Francisco. Come riporta la rivista New Scientist, Gordon Bell, uno dei ricercatori del gruppo MyLifeBits sta gi inserendo una grande quantit di materiale della sua vita in una directory, ha registrato tutte le conversazioni telefoniche e tutti i meeting a cui ha partecipato. I ricercatori hanno stimato che tra cinque anni un terabyte (1.000 gigabyte) di dati potr costare 300 dollari. Stanno anche calcolando quanti dati possono essere immagazzinati in un terabyte. Allincirca, un terabyte pu contenere 3,6 milioni di immagini da 300 Kb o 290 ore di video di alta qualit. I ricercatori hanno comunque realizzato che la cosa difficile non riempire il database di dati, ma decidere come organizzare il materiale allinterno del database stesso. Al momento sono quindi impegnati a creare smart tag che consentano di ricercare ogni voce con criteri diversi, e a creare relazioni tra le voci con tutte le altre nel database. La ricerca di una particolare data produrr come risultato un elenco di tutti i dati inseriti quel dato giorno. La ricerca del nome di un amico restituir diversi elenchi ordinati cronologicamente o tematicamente. Le persone hanno comunemente archiviato molti momenti importanti della loro vita in un modo o in un altro, ma le scatole di scarpe piene di fotografie o le pile di documenti o i mucchi di videocassette richiedono tempi di ricerca molto lunghi. Lidea di un grande archivio di informazioni personali apparve per la prima volta nel 1945 in un articolo dellaccademico statunitense Vannevar Bush dal titolo As We May Think for the Atlantic Monthly. Bush coni il termine Memex per indicare un dispositivo che, diceva, sarebbe stato un supplemento peronale della memoria.

Autore: ITespresso
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