Microsoft pronta all’addio al mercato smartphone consumer

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Microsoft pronta all'addio al mercato smartphone consumer
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Le vendite sono crollate del 73% nel trimestre primaverile. Ora Microsoft France anticipa l’uscita di scena dal segmento consumer dell’hardware. La storia del flop dell’acquisizione degli smartphone Lumia di Nokia

Dopo la resa di Blackberry, il nuovo presidente di Microsoft France dichiara che il prossimo vendor a gettare la spugna, almeno nel segmento consumer, è l’azienda di Redmond: segno che il Surface Phone, atteso nel 2017, sarà un dispositivo di fascia business, come gli ibridi Surface Pro. Microsoft si focalizzerà sul settore corporate: “La nostra strategia per Windows Phone è di focalizzarci sulle imprese, attualmente siamo fuori dalla partita per quanto riguarda il segmento consumer”. Il costante declino del business dei Lumia di Microsoft ha minato l’impegno dell’azienda di Redmond sul fronte hardware: le vendite sono crollate del 73% nel trimestre primaverile.

Le dichiarazioni del presidente di Microsoft Francia, Vahè Torossian, seguono le previsioni di IDC: la società di analisi stima che il mercato smartphone chiuderà il 2016, registrando un incremento risicato dell’1.6%, in crollo verticale rispetto alla crescita a due cifre del 10.6% dell’anno precedente.

Microsoft pronta all'addio al mercato smartphone consumer
Microsoft pronta all’addio al mercato smartphone consumer

In questo scenario, non stupisce l’uscita di scena di Blackberry, che darà in outsourcing a terzi la produzione dei device, per concentrarsi su software e servizi: del resto, nell’ultimo rapporto Gartner, la diffusione del BlackBerry si è ridotto al lumicino, passando dallo 0,3% al modestissimo 0,1%. Ma non stupisce neanche la strategia di Microsoft, il cui Windows ha registrato una caduta verticale dal 2,5% allo 0,6%.

L’ultimo decennio di Microsoft nel Mobile è costellato di errori, caos e improvvisi dietrofront. L’arrivo del Ceo Satya Nadella è poi coinciso con la fine del “sogno di Steve Ballmer”, rendere Windows il terzo OS nel mercato smartphone: un sogno che si è avverato, portando Windows Phone al 10% in 5 mercati europei, ma a spese folli, tramite l’acquisizione di Nokia. Un’acquisizione da 7,9 miliardi di dollari che Microsoft, nell’era di Nadella, ha poi rinnegato, dopo aver sbagliato tutto: Microsoft nel 2014 comprò la divisione smartphone e tablet di Nokia, dopo aver portato un suo ex top manager a capo della società, ma poi ha iniziato a smantellare ogni pezzo. I Lumia rappresentavano i principali dispositivi mobile Windows Phone, un sistema operativo che non aveva sfondato con altri vendor, nonostante il tentativo di Ballmer di mietere accordi con i partner.

Il Satya Nadella ha sempre considerato anacronistico spendere quasi 8 miliardi per un pugno di Lumia e, appena è stato nominato Ceo al posto di Ballmer, ha iniziato a demolire quel che era stato acquisito di Nokia, dopo che il brand Nokia era già stato abbandonato a fine 2014. Ben 7.800 dipendenti licenziati (più i 2.850 posti di lavoro tagliati, a causa del flop smartphone) e il write-off dell’acquisizione di Nokia: queste sono le cifre del disastro dell’affaire Nokia. Lo scorso 18 maggio Microsoft ha annunciato la cessione della divisione feature phone di Nokia a FIH Mobile. Ed ora cala il sipario, nel segmento consumer. La rincorsa sarebbe oggi impossibile: meglio concentrare le energie sulprossimo Surface Phone, e ripartire dal business. Certo, proprio oggi Apple, con l’accordo con Deloitte, dopo quelli con Ibm, Cisco e Sap, addenta un’altra fetta del mondo corporate: ormai 25 miliardi di fatturato dell’azienda di Cupertino derivano dall’enterprise.

Infine, una nota geo-politica: Tutto ciò avviene, mentre il presidente della Russia Putin ha messo al bando Microsoft: Mosca ha rimosso programmi dell’azienda di Redmond (da Exchange Server ad Outlook) da circa 6 mila Pc. La Russia spende circa 295 milioni di dollari nell’IT straniero. Il ministro delle Comunicazioni Nikolay Nikiforov ha commentato la decisione all’agenzia Bloomberg : “Vogliamo che i soldi dei contribuenti e delle imprese statali vengano spesi principalmente in software locali”.

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