Microsoft può cantare vittoria

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Lintricata storia della causa antitrust sembra avviata alla fine con il verdetto emesso il primo novembre dalla giudice Kollar-Kotelly

A giusto un anno di distanza dal precedente pronunciamento, sembra finalmente essere arrivato alla fine il caso che vedeva opposti in una causa antitrust Microsoft e i rappresentanti legali di nove stati americani. Iniziato dal Dipartimento di Giustizia e da 18 Stati, il caso che riguardava laccusa di monopolio ha visto coinvolti molti giudici e stuoli di avvocati e testimoni. Dopo i primi pronunciamenti del giudice Penfield Jackson, che aveva riconosciuto Microsoft colpevole di violazione delle leggi antimonopolio e aveva ordinato di smembrare la societ, la corte di appello aveva fermato lesecuzione del verdetto, chiedendo ai contendenti di trovare un accordo. Lagreement stato raggiunto nel novembre 2001, ma alcuni Stati non erano daccordo e hanno continuato la causa, chiedendo maggiori sanzioni. Ora, la giudice Colleen Kollar-Kotelly ha deciso di respingere le maggiori richieste degli Stati, e di sanzionare il comportamento monopolistico di Microsoft con lequivalente di un paio di sculacciate in pratica, gli unici obblighi per lazienda di Redmond saranno di non discriminare fra i suoi clienti (per esempio boicottando con prezzi maggiorati sulle licenze chi fornisce anche programmi non-Microsoft con i suoi computer) e di rendere pubbliche le Api e i protocolli di comunicazione di Windows. A garanzia dei comportamenti che dovranno essere tenuti, Microsoft dovr nominare un comitato di tre persone che vigileranno sul rispetto dei patti. Allannuncio delle sanzioni, i manager Microsoft si sono pubblicamente stracciati le vesti e battuti il petto, ma probabile che in ufficio siano state stappate bottiglie di champagne, visto che il verdetto abbraccia gran parte delle tesi difensive del colosso di Redmond in pratica, la giudice ha accettato la tesi che Microsoft s un monopolio, ma solo per colpa dei concorrenti, i quali non sono stati capaci di creare una alternativa credibile; e ha anche accettato la tesi che il software per la gestione dei dati multimediali, per la connettivit Internet, per la gestione dei Pda non fa parte del middleware, come sostenevano gli Stati in causa, togliendo loro in questo modo unarma pericolosa. Che il verdetto sia una vittoria per Microsoft lo conferma landamento delle azioni, che sono schizzate verso lalto non appena, a unora dalla chiusura della borsa, si diffuso il testo della decisione, scoperto casualmente da un hacker di SlashDot in unarea riservata del sito Internet del tribunale e di l prelevato. In teoria, gli Stati potrebbero ancora fare appello contro la decisione, ma visto il corrente clima economico/ politico, difficilmente una corte dappello si pronuncerebbe contro il giudice Kollar-Kotelly. Uno a zero per Microsoft, dunque, che ora potr concentrare le sue risorse sulla causa per monopolio in corso presso la Comunit Europea. Non prima, naturalmente, di aver chiuso la miriade di Class Action Suit, cause minori con aziende e privati, intentate dopo il primo verdetto di Penfield Jackson. Cause che comunque non dovrebbero essere un problema Microsoft dispone di liquidi per 40 miliardi di dollari, pi che sufficienti per chiudere migliaia e migliaia di cause.

Autore: ITespresso
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