Microsoft risponde alle accuse di Google

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L'online è il tallone d'Achille di Microsoft

Niente plagio di Google su Bing. Microsoft va al contrattacco: nessun copia e incolla

Microsoft non ci sta. Le accuse di plagio mosse da Google non sarebbero vere e Microsoft vuole difendere il proprio nome: “Non copiamo risultati da nessuno dei nostri concorrenti. Punto. Fine” ha scritto Yusuf Mehdi, senior vice presidente della divisione degli online services di Microsoft, sul Bing search blog. Il contrattacco di Microsoft parte da qui: Microsoft non copia i risultati di ricerca di Google per il suo motore Bing. Google ha puntato il dito contro barra di ricerca di Bing per Internet Explorer, accusandola di “furto di click” (click-theft).

Yusuf Mehdi non vuole che si parli di copia-e-incolla in un lavoro di Ricerca e Sviluppo ad alto livello. La complessità degli algoritmi non può essere ridotta a un banale plagio. Microsoft ha testato altre “false” interrogazioni, come la query inventata utilizzata da Google per mettere alle strette Bing per furto di click; ma nel 93% dei casi Bing ha offerto risultati differenti da Google.Dunque gli algoritmi sono diversi, ed è stata una semplice casualità, dovuta alla complessità della materia.

Google aveva denunciato che, per ogni interrogazione digitata, Bing offrirerebbe i suoi stessi risultati, anche in caso di interrogazione casuale. Microsoft però risponde che le cose non stanno così. E anzi Microsoft accusa Google di una mossa scorretta per tenere alle distanze Bing, cresciuto al 12% in pochi mesi (in seguito all’accordo decennale con Yahoo!). Secondo ComScore, a dicembre Google deteneva il 66.6% delle quote di mercato delle ricerche online Usa. Bing deteneva il 12%.

Autore: ITespresso
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