Microsoft sotto pressione Antitrust e anti pirateria

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Un giudice Antitrust americano chiede a Microsoft di accelerare la consegna di documenti, relativi al patteggiamento Usa. Sul fronte anti pirateria, Microsoft taglia i prezzi in Cina

Microsoft ha due fronti, ormai da anni, aperti: il fronte Antitrust (sia in Usa che in Europa) e quello anti pirateria (soprattutto nell’Estremo Oriente).

Un giudice Antitrust americano chiede a Microsoft di accelerare la consegna di documenti, relativi al patteggiamento Antitrust del 2002: il giudice Colleen Kollar-Kotelly denuncia la lentezza del colosso di Redmond. Non è la prima volta in cui Microsoft è accusata di aver adottato la strategia della lumaca: il Dipartimento di Giustizia Usa afferma che Microsoft sia troppo lenta a risolvere i problemi tecnici nella documentazione tecnica r ichiesta da fornire ai produttori di software rivali, come previsto dal patteggiamento Antitrust negli Stati Uniti del 2001, per abuso di posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi sui personal computer. Le aziende concorrenti devono poter scrivere programmi per Windows e ottenere le informazioni necessarie all’interoperabilità, per far girare software rivali su Windows.

Microsoft è accusata di adottare la “strategia della lumaca” invece di rispettare con rapidità le decisioni Antitrust Usa del 2001.

Microsoft sarebbe troppo lenta a risolvere i “technical document issues” o Tdi; Microsoft si difende dicendo che sono solo 1,276 su 20mila e di fare del suo meglio. La prossima audizione è fissata il prossimo 28 gennaio.

Sul versante anti pirateria, Microsoft gioca invece d’anticipo: ha deciso di tagliare i prezzi del 70% a Office 2007, edizione Home e Student.

Autore: ITespresso
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