Microsoft testa il data centre sottomarino

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L’esperimento di data center subacqueo, condotto vicino alle coste della California, fa parte dell’iniziativa detta Project Natick

Microsoft sta testando un data centre sotto marino, soprannominato Leona Philpot, vicino alle coste della California. È stato completato in un’iniziativa detta Project Natick.

La ricerca di Microsoft intende valutare la possibilità di un data centre sul fondo del mare. Il primo tentativo è stato condotto 1 km dalla costa del Pacifico, fra il primo agosto a fine novembre.

Microsoft testa il data centre sottomarino
Microsoft testa il data centre sottomarino

Circa metà della popolazione mondiale vive su 200 km di costa oceanica, dunque, piazzare data centre vicino ai clienti, è utile, riduce la latenza e migliore la responsiveness, secondo Microsoft.

Un data centre subacqueo gode anche il vantaggio del facile raffreddamento. Il mare può essere sfruttato per motivi eco-sostenibili: il ricorso alle energie rinnovabili è sempre più indispensabile, visto che i Data centres sono accusati di consumare fino al 3% dell’elettricità mondale (fonte: Bbc). Greenpeace apprezza il tentativo di utilizzare più energie rinnovabili: sfruttare l’eolico sarebbe efficace in mare. Le risorse dati vicine ai clienti offre il vantaggio di un ambiente sotto controllo.

A trainare la trimestrale dell’azienda di Redmond è il cloud computing, il cui business si avvia verso i 9,4 miliardi di dollari di fatturato annuale.

Il data centre sottomarino avrebbe un ciclo di vita di cinque anni, per essere riutilizzato, dopo un carico di nuovi computer.

Autore: ITespresso
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