Microsoft vince la causa «Java».

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Un tribunale federale statunitense ha contraddetto l’ingiunzione preliminare che avrebbe obbligato Microsoft a incorporare nel proprio sistema operativo la tecnologia Java di Sun Microsystems.

Tutto iniziò quando, con il lancio di Windows XP, Microsoft decise di non integrare più la tecnologia Java. Sun accusò Microsoft di voler eliminare la concorrenza di Java, sviluppandone una versione incompatibile, per dominare il mercato con la piattaforma concorrente MS.NET. Il giudice distrettuale americano J. Frederick Motz emesse una sentenza, nel dicembre scorso, che la dava vinta a Sun: entro quattro mesi Microsoft avrebbe dovuto incorporare Java nel proprio sistema operativo. Ma Microsoft decise di ricorrere in appello contro quella che dichiarò una sentenza senza precedenti. «L’ingiunzione recherà un serio danno a Microsoft e a Windows, il prodotto di punta di Microsoft che è stato distribuito a diversi milioni di clienti di tutto il mondo», dichiararono gli avvocati di Microsoft. I giudici hanno comunque confermato la sentenza del tribunale sulla rottura da parte di Microsoft dell’accordo del 2001 tra le due compagnie e sull’infrazione del diritto d’autore di Sun, rimettendo il caso al tribunale distrettuale per ulteriori approfondimenti. Sun sta cercando di ottenere da Microsoft un miliardo di dollari per danni, accusando il colosso del software di cercare di arrestare la diffusione del software Java. I giudici della corte d’appello hanno giudicato che non ci sono prove evidenti del fatto che Sun abbia patito «un danno immediato e irrimediabile». Reaction In una dichiarazione Sun ha commentato di essere «delusa» dalla decisione, ma anche che rimane ottimista sulle possibilità, alla fine, di vincere la causa. Da parte sua, Microsoft si è invece dichiarata soddisfatta. Jim Desler, portavoce della compagnia, ha dichiarato «Si tratta di un altro passo in un lungo processo e lo consideriamo un passo positivo».

Autore: ITespresso
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