Microsoft vuole rallentare la causa sul logo “Vista Capable”

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Il colosso di Redmond ha chiesto di congelare il procedimento in attesa che il giudice si pronunci sull’ammissibilità della class action, condizione contro la quale Microsoft si è appellata.

La causa ha avuto inizio nel 2006, quando un gruppo di utenti si è rivolto al tribunale dopo aver acquistato computer con il logo “Vista Capable” per poi scoprire che non avrebbero potuto sfruttare a fondo versioni superiori alla Home Basic del nuovo sistema operativo, viste le richieste hardware della nuova interfaccia grafica.

Gli utenti sostengono di aver pagato un sovrapprezzo per normali macchine XP, convinti di passare senza problemi a Vista non appena fosse stato disponibile pochi mesi più tardi.

L’incomprensione è scaturita dai due loghi, “Vista Capable” e “Vista Ready” con cui i produttori di hardware hanno indicato diversi livelli di compatibilità dei PC con il nuovo sistema operativo.

Due settimane fa un giudice distrettuale ha accolto lo stato di class action e Microsoft ha fatto ricorso contro questa decisione.

La mozione per congelare il procedimento è stata motivata con i danni d’immagine che l’azienda subirebbe nel rendere pubblici documenti riservati e con i soldi che sarebbero spesi inutilmente se poi l’appello volgesse a suo favore.

La strategia legale è quindi quella di allungare i tempi del procedimento, sperando che col passare dei mesi l’inchiesta perda vigore portando alla rinuncia di alcuni degli interessati e alla perdita di utilità dei documenti che dovrebbero essere prodotti se il tribunale dovesse alla fine decidere l’ammissibilità della class action.

Microsoft avrebbe così tutto il tempo di completare la campagna di aggiornamento al suo ormai non più tanto nuovo sistema operativo, senza la pubblicità negativa di una simile iniziativa giudiziaria.

Altre informazioni le trovate su Computerworld .

Autore: ITespresso
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