Microsoft-Yahoo, niente da fare (per ora)

Aziende

Tramontano, al momento, le ipotesi di un matrimonio in funzione anti Google.
Microsoft però ha fretta: cerca altre forme di cooperazione con il motore di
ricerca e progetta un riassetto per la divisione online

Yahoo è stata tiepida verso il corteggiamento insistente di Microsoft, che le ha afferto su un piatto d’argento 50 miliardi di dollari (stando alle indiscrezioni del New York Post) e un accordo di ampia portata, praticamente una fusione. Ma Yahoo per la seconda volta in pochi mesi ha detto no: il matrimonio non s’ha da fare. Rimangono in pedi, secondo il Wall Street Journal, altre forme di cooperazione. Windows Live search, il motore di Microsoft, non decolla; anzi perde terreno. E Microsoft, dopo l’acquisizione di Double-Click da parte di Google, ha una certa urgenza per evitare l’accerchiamento: Yahoo ha risposto a Google, acquisendo Right Media, tuttavia a Microsoft non rimangono che le briciole dell’advertising online. A meno di non allearsi con Yahoo. La ritrosia del motore di ricerca ha però raffreddato le mire online di Steve Ballmer. A Microsoft resta quindi da giocare la carta di un radicale riassetto: puòrinnovare il management della divisione online; riunire la direzione delle attività in Rete sotto un unico vice presidente; stringere una partnership con Yahoo!; scorporare della divisione online da integrare in Yahoo (in cambio di una quota azionaria). Ma per convincere Yahoo, fiera della sua indipendenza e dei suoi servizi (quest’anno ha lanciato Project Panama, l’anti adWords dopo slittamenti vari), non sono bastati 50 miliardi di dollari. E Microsoft è in ritardo, in un mondo in cui la pubblicità su Internet è il modello economico vincente. Secondo ComScore,insieme, Microsoft e Yahoo! raggiungerebbero il 38,4% delle ricerche online e recupererebbero la leadership in termini di utenti: 634,3 milioni, contro i 528 di Google. Una cifra che farebbe gola al mercato della raccolta pubblicitaria, ma Yahoo! di David Filo e Jerry Yang non è an cora convinta. Del resto proprio uno dei cofondatori di Yahoo, Jerry Young, evita perfino di impiegare prodotti targati Microsoft.

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