Ministro Gentiloni: Internet in tutte le case italiane entro il 2011

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Il Web deve diventare diritto di tutti, afferma il ministro delle Comunicazioni, che spazia dal Digital Divide al superamento della Legge Urbani. Ormai Internet è il Sesto Potere di cui è impossibile fare a meno

Internet è il Sesto potere nelle mani e nelle connessioni di 24 milioni di italiani, come recita Iab Forum 2007 , giunto al suo secondo e ultimo giorno. E il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, ospite virtuale, collegato via satellite da Porretta Terme, all’evento milanese non si accontenta di questi dati e afferma:Internet deve essere diritto di tutti e entrare in tutte le case degli italiani entro il 2011.

Al faccia a faccia a distanza con il giornalista Luca de Biase, il ministro parla a 360 gradi di Rete: dal Digital Divide al superamento della Legge Urbani,

dal marketing mix alla concertazione legislativa

. Il ministro, pur non presente fisicamente ma in videoconferenza dall’Emilia (dove si trova per partecipare ai funerali di Enzo Biagi), non si è risparmiato. E vuole fare entrare Internet in tutte le case degli italiani, trasformando la Rete “da privilegio a diritto” entro il 2011.

“Il problema oggi riguarda il 10% della popolazione, ma questo 10% significa 3 degli 8mila comuni italiani che sono quasi tutti in zone geograficamente difficili ed è su questo bacino che bisogna lavorare per azzerare il digital divide” ha affermato Gentiloni, aggiungendo: “Il Governo intende risolverlo attraverso l’individuazione di diverse soluzioni tecnologiche e lo stanziamento di fondi pubblici”. Il governo pone grande fiducia nel WiMax per abbattere il divario digitale italiano.

Inoltre il ministro ha parlato della legislazione su Internet: per risolvere i problemi giuridici legati alla telematica (d al diritto d’autore alla diffamazione fino alla neutralità della Rete eccetera)non è possibile utilizzare strumenti vecchi, anacronistici: “E’ un errore estendere alla rete regole vecchie di 60anni concepite per la stampa. E’ tecnicamente irrealizzabile e pericoloso.”

I problemi vanno affrontati con nuovi strumenti “di autoregolamentazione e concertazione”.

E veniamo alla contestata Legge Urbani: il superamento è nell’aria e il ministro conferma “un tavolo alla fine di novembre composto dal Ministero delle Comunicazioni, Ministero dei Beni Culturali, i rappresentanti degli Internet provider, dei produttori cinematografici e musicali proprio per capire qual è il terreno migliore”. Per superare sia la Legge Urbani, troppo autoritaria, che il Patto di San Remo, privo di soluzioni.

Concertazione e autoregolamentazione, ripete il ministro, servono più di scelte uramente legislative. Infine Gentiloni scommette sul marketing mix, sia a livello aziendale che istituzionale (ma anche per i partiti): ogni piano di marketing mix non può prescindere da Internet.

Anche perché, aggiungiamo noi, il Sesto potere non può essere più ignorato.