Monitor, mercato in trasformazione

Aziende

Gli schermi lcd, nonostante i problemi di produzione insufficiente, proseguono la loro corsa,a scapito di quelli basati sulla tecnologia crt. Ormai è chiaro che il futuro parlerà sempre di più a cristalli liquidi

In un mercato così variegato e ricco di nuovi spunti, con orizzonti ancora aperti a mille novità, gli operatori di settore si muovono con una certa prudenza e pochi sono coloro che esprimono fino in fondo il loro parere. Cosa pensano per esempio i distributori di questi prodotti? Ci sono indicazioni precise da parte del mercato e quali sviluppi si aprono nei diversi segmenti: soho, aziende e utenti domestici?

“Oggi – afferma Giovanni Ceglian, direttore marketing e acquisti di Actebis Computer – il modello più richiesto è il video a 17 pollici, che sta soppiantando monitor di minori dimensioni fino a pochi anni fa molto venduti. La tendenza è verso schermi sempre più grandi richiesti per esigenze professionali, pensiamo a studi di grafica o di progettazione. Oggi i 17 pollici sono pensati per utenti soho, anche grazie all’evoluzione tecnologica che ha permesso una sensibile riduzione degli ingombri e a prezzi più accessibili rispetto a prima. In futuro possiamo prevedere un aumento di quote di mercato dei monitor 19 pollici”. Andrea Galbiati, responsabile display division proview per il Gruppo Brevi, sostiene che la tecnologia a cristalli liquidi rappresenta oramai il mercato dei monitor, nonostante la differenza di prezzo ancora esistente se rapportata al tubo catodico: “Negli ultimi tre anni, il trend di vendita dei monitor lcd ha registrato un raddoppio anno su anno, passando dalle circa 500 mila unità del 2001 ai quasi 1,7 milioni di pezzi del 2003. E va sottolineato che lo shortage dei pannelli lcd ha penalizzato pesantemente le vendite, altrimenti i numeri sarebbero stati ancora più importanti. è stato l’anno del definitivo sorpasso, dove il mercato degli lcd ha scalzato il dominio dei monitor crt, passati dai quasi 2,8 milioni di pezzi del 2001 ai 1,2 milioni del 2003. Insomma, stiamo assistendo a un vero e proprio esodo di richiesta dal classico e ingombrante tubo catodico (crt) al più snello e ultracompatto lcd. A livello mondiale il taglio standard di riferimento è il 17″, mentre nel sud Europa (Italia in testa), anche per il 2003 il best seller è stato il 15″ lcd: oltre 900 mila pezzi contro i circa 650 mila del 17”. Ritengo comunque che il 17 e il 19 pollici saranno “forzatamente” i tagli leader dal 2004 in poi, posto che tutti i fabbricanti di pannelli hanno dismesso le linee di produzione di 14 e 15 pollici, mantenendo solo quelle necessarie ai clienti produttori di notebook (altro mercato in grande crescita) e focalizzando gli investimenti (nuove fabbriche e nuove linee produttive) sui tagli da 17″ e 19″. Per quanto concerne i singoli mercati (home, soho, office) non vi sono, a mio avviso, settori più o meno ricettivi, perché in tutte queste aree la volontà di sostituire o comprare un nuovo monitor con tecnologia lcd è identica. Tra crt e lcd rimane ancora un dislivello di prezzo notevole, da 1 a 4 volte il valore di listino, ma ciò non frena la volontà di cambiamento”. Già nel corso del 2003 – sostiene Roberto Romani, managing director di Erredue – abbiamo rilevato una forte crescita del mercato dei monitor a cristalli liquidi, a scapito dei “vecchi” crt. Tra le taglie attualmente disponibili la più richiesta è senza dubbio quella da 17 pollici, scelta sia da utenti home/office che professionali. Riteniamo che per il 2004, per quanto concerne il nostro ambito di specializzazione, ovvero il mercato consumer, il trend continuerà a essere l’attuale”. Considerazioni simili anche da parte di Matteo Restelli, direttore commerciale di Esprinet: “Un mercato in crescita con oltre il 50% dei monitor a favore del 15″ per il periodo settembre/dicembre 2003. Posizione poi passata al 17 pollici nel primo bimestre 2004. Queste considerazioni sono riferite a un pannello più orientato al monitor lcd in quanto tale e non al monitor tv. Anche i monitor 19″ tuttavia cominciano a farsi notare pur avendo un prezzo più elevato. Vediamo uno sviluppo trasversale in tutti i mercati perché diventa sempre maggiore l’esigenza sia di spazio, sia di qualità del posto di lavoro, di sicurezza connesso con l’emissione di radiazioni e, non ultimo, di gusto estetico”. Per Roberto Di Diego, pc e peripherals business unit manager di Tech Data Italia il successo maggiore finora è stato dei 15 pollici, ma anche per lui il mercato si sta spostando verso schermi più grandi: “i maggiori produttori hanno comunque impostato sia la produzione sia le attività di commercializzazione sui 17 e 19 pollici”. Che la qualità dei cristalli liquidi sia migliorata e offra una visione di qualità, ne sono convinti tutti. Rimane però da capire se il mercato è già pronto a richiederla come prima configurazione, oppure l’attuale ascesa degli lcd sia maggiormente provocata da sostituzione del vecchio. “La richiesta di prima configurazione – sostiene Ceglian – è elevata, direi ormai quasi uno standard, ma se confrontiamo i tassi di crescita del mercato dei monitor con quelli del segmento pc è evidente come ci sia un mercato di sostituzione dell’esistente”. Per Galbiati, “la richiesta di modelli lcd è predominante nel caso di nuove configurazioni; i crt sono richiesti solo per necessità di costo o disponibilità del prodotto se urgente ma, ovviamente, tutto il parco sino a ora installato con tecnologia crt verrà, nel tempo, a essere sempre più sostituito con lcd”. “Per quella che è la nostra esperienza – afferma Romani – oggi il monitor a cristalli liquidi è ancora un prodotto di sostituzione, anche se già dallo scorso anno sempre più clienti lo chiedono come prima configurazione”. Restelli sottolinea l’aspetto dello shortage, che influenza spesso l’acquisto, anche se gli lcd sono richiesti in entrambe le situazioni. Di Diego è ancora più esplicito: “difficilmente chi acquista un monitor, sia azienda sia come utenza privata, si orienta su un prodotto di tecnologia ormai in via di superamento”.

Il mercato degli schermi lcd-tv è ancora ai suoi primi passi, ma offre già segni di grande dinamismo. E anche la maggior parte dei distributori lo percepisce come un mercato interessante. “è un mercato dal grande potenziale – dichiara Ceglian – la televisione sta subendo una piccola rivoluzione, paragonabile a quella di qualche anno fa nel mondo dei telefoni cellulari, almeno dal punto di vista della tecnologia, ovviamente non paragonabile in termini di volumi e valore. La rivoluzione tecnologica riguarda da un lato il prodotto fisico televisione, che con i tv lcd si trasforma da elettrodomestico ingombrante a oggetto di design raffinato ed esclusivo; dall’altro, il modo di concepire la televisione stessa con palinsesti che ognuno può personalizzare a piacere grazie a soluzioni di tipo digitale. Per questo credo che nel corso degli anni, come è cambiata radicalmente l’esperienza del telefonare, si potrà rivoluzionare anche l’esperienza del guardare la televisione. Ovviamente oggi le barriere di prezzo, sono ancora elevate”. “Come per i prodotti per pc, anche i prodotti da casa – dice Galbiati – vivono una fase di grande vitalità intorno alle nuove tecnologie ultracompatte, quali quelle dei televisori a pannello lcd. Oggi ciò che frena la vendita in grandi quantità è l’enorme differenza di costo rispetto al televisore classico dovuta anche e soprattutto alla mancanza di una capacità produttiva sufficiente. Sono però certo sia solo una questione di tempo”. Un segmento importante, lo definisce Romani, “a nostro parere destinato a crescere ulteriormente in un prossimo futuro. Nati sull’onda della nuova tendenza che mira all’integrazione tra personal computer ed elettronica di consumo, i monitor lcd con sintonizzatore tv integrato hanno suscitato un notevole interesse da parte degli utenti. Attualmente l’unico problema che abbiamo riscontrato per quanto riguarda questa tipologia di prodotto, è di carattere logistico, vista la divisione ancora netta tra il settore audio-video-tv e quello dell’informatica all’interno della grande distribuzione”. L’orientamento verso gli lcd-tv è confermato anche da Restelli: “riteniamo sia uno step del processo di passaggio da quello che noi abbiamo, già qualche anno fa definito il passaggio dall’it alla bit technology, cioè alla convergenza di tutti i prodotti che usano il bit come elemento accomunante. Ovviamente non solo un elemento tecnologico, bensì una logica economico distributiva”. Di Diego mette in risalto l’aspetto home di questo segmento, “quest’anno in particolar modo assisteremo a una crescita significativa. Inoltre alcuni eventi sportivi stimoleranno la domanda”.

Grande distribuzione o canali tradizionali? Come sono divise le quote di mercato oggi? Per Actebis, ha dichiarato Ceglian, il 30% avviene tramite b2c, mentre il resto passa attraverso i canali tradizionali. Galbiati confessa di non avere dati specifici sullo share tra trade e consumer, “è facile sostenere – prosegue – che l’area gdo/gds negli ultimi anni sia cresciuta tantissimo, soprattutto grazie a una sempre più attenta e seria differenziazione tra le diverse aree merceologiche e alla nascita di zone distinte e specializzate completamente dedicate ai prodotti high-tech, gestite da personale qualificato. Spesso proveniente dal nostro settore. Fino a poco tempo fa non più del 5-10% dei monitor per pc (lcd e crt) era venduto tramite il mercato consumer ma, negli ultimi tre anni, questa componente è cresciuta tantissimo, tanto da essere ipotizzabile un 20-25% della share totale”. Anche Romani sottolinea l’attenzione della sua azienda verso la grande distribuzione, pur non avendo alcuna intenzione di trascurare altri canali: “la nostra azienda è per vocazione orientata verso la gds e gdo. Tra gli obiettivi che ci siamo prefissati per il 2004, tuttavia, vi sono una serie di azioni volte a far crescere la quota di fatturato sviluppata dal canale tradizionale”. Restelli afferma che le quote di mercato passano da una media del 15% in gdo/gds, a un oltre 20% nel bimestre di fine anno 2003. Tech Data non fornisce dati, perché li ritiene poco attendibili, ma sostiene l’importanza della grande distribuzione: “i dati che ci vengono forniti dai nostri vendor sono abbastanza differenti tra loro; è nostra opinione che il canale gdo/gds veicoli una discreta parte del mercato”.

Autore: ITespresso
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