Motori di ricerca sotto accusa

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I risultati delle ricerche equiparabili alle inserzioni commerciali?

Un gruppo di consumatori degli Stati Uniti ha invitato la Federal Trade Commission a prendere in esame il funzionamento dei maggiori motori di ricerca, che secondo quanto denunciato da Commercial Alert, offrirebbero dei risultati non in base alla reale rilevanza delle pagine, ma in base alle quote versate dagli inserzionisti. Gary Ruskin, direttore esecutivo di Commercial Alert, osserva Questo comportamento causa una percezione distorta negli utenti che credono di ottenere i loro risultati in base alla rilevanza della parola chiave inserita; invece i risultati sono il frutto di una pura operazione di marketing. Nella causa, Ruskin ha ricordato che già in precedenza la FTC aveva multato delle emittenti televisive che avevano camuffato delle pubblicità non avvisando gli spettatori che si trattava di spot commerciali. Danny Sullivan, editor di SearchEngineWatch.com, ha riconosciuto che spesso i contenuti editoriali fanno fatica a distinguersi da quelli puramente commerciali. Secondo Sullivan il problema si può risolvere semplicemente segnalando che determinati siti sono sponsor del motore e quindi hanno una posizione privilegiata. Ian Ballon, collaboratore di Manatt, Phelps La pubblicità online è molto differente dallaccendere la tv e credere di seguire un notiziario, mentre in realtà si sta seguendo un annuncio commerciale. Ballon fa inoltre notare come i termini sugli accordi pubblicitari dei portali, sono spesso pubblicati nei Terms of service consultabili direttamente dai siti dei motori.

Autore: ITespresso
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