Motori di ricerca sotto la lente

Management

Tutto per la ricerca in rete: abbiamo messo a confronto i principali cinque spider di ricerca, cinque directory e cinque servizi di advertising online; i risultati non sono affatto scontati…

L’universo dei motori di ricerca è in gran fermento: dopo l’Ipo di Google, la regina del Nasdaq, i dati di mercato parlano di una rinascita della Net economy, di un boom dell’advertising online e di una costante affinamento delle soluzioni offerte agli utenti nella ricerca su Web. I dati di mercato sono chiari: Iab Forum 2004 (Internet Advertising Bureau) ha infatti segnalato il nuovo posto al sole della pubblicità su Web, con un incremento del 21% trainato dai motori di ricerca (da Google a Yahoo!, da Espotting a Overture eccetera). Il 2004 è stato l’anno della svolta, dopo quattro lunghi anni di sofferenza e difficoltà nel settore. Google è certamente il motore più noto: dalla mail da 1 Gbyte di Gmail allo sbarco in pompa magna a Wall Street, ai weblog di Bloggers, Google sembra voler stupire tutti. Tutto nasce da un’idea di una coppia di giovani, Sergey Brin e Larry Page, recentemente insigniti del Premio Marconi, che decidono di utilizzare efficienti e stabili cluster di Pc supportati da Linux; Google conquista l’attenzione mondiale introducendo la rivoluzionaria idea di dare peso nel proprio algoritmo di analisi non tanto alle caratteristiche strutturali del documento da indicizzare, bensì alla sua collocazione e popolarità sul Web (negli anni la Link popularity sarà adottata da tutti i motori di ricerca sopravvissuti). Ma non esiste e non è esistito solo Google. I motori di ricerca, che vivono e prosperano grazie alla pubblicità su Internet applicata alle stringhe di interrogazione, stanno vivendo una stagione di successi e sfornano una novità a settimana: il settore ha riscoperto la vitalità di fine anni ’90. I motori di ricerca, oggi in grande spolvero, arrivano tuttavia da un periodo di vacche magre: basta sfogliare le pagine di questo Group Test per scoprire che molti motori di ricerca, che utilizzavamo più volte al giorno fino a un paio di anni fa, sono scomparsi, o non sono più veri search engine, ma hanno mantenuto soltanto la facciata (l’interfaccia di ricerca) perdendo lo spider, il cuore di un autentico motore di ricerca. Da Altavista a Alltheweb ad Arianna, tanto per non trascurare il panorama italiano, il variegato mondo dei motori di ricerca si è profondamente trasformato: si sono ridotti solo a tre i player principali, Google, Yahoo! e Msn Search, recentemente tornato alla ribalta con una beta di tutto rispetto che lo riposiziona in prima fila fra i rivali di sempre. Nell’ambito di questo orizzonte, più rarefatto e sfilacciato rispetto ai più vivaci anni scorsi, popolati da numerosi search engine, c’è tuttavia fermento; dopo le nubi è tornato il sereno. E non solo perché Google ha dimostrato che idee, coniugate a tecnologia e infrastrutture, fanno guadagnare a Wall Street, dando un segnale di ripresa all’intera New economy che dalla fine della bolla speculativa del marzo 2000 stentava a ridecollare; ma c’è fermento perché i motori di ricerca superstiti, dopo la fine di tanti altri protagonisti, realizzano attualmente nuovi tool a ciclo continuo, si migliorano progressivamente e creano innovazione a 360 gradi. Non sono fermi, anzi, sono in perenne movimento e sono attivi come non mai: si sfidano tra loro per raggiungere nuove importanti mete. Tra i metamotori citiamo la nascita di Clusty (www.clusty.com) che, pur essendo ancora in beta, si distingue per la tecnica di aggregazione dei risultati: a ogni interrogazione fornisce risultati aggregati, in base a competenza logica, in tante categorie quante il motore di clustering creato da Vivisimo riesce a trovare. Tra le altre novità recenti è il debutto di Amazon con A9.com che, pur supportato dai database e algoritmi di Google, promette di personalizzare le ricerche su Web, puntando a incentivare le vendite sul proprio portale. Nelle ultime settimane, gli addetti ai lavori si sono interrogati sulla presunta “guerra dei motori di ricerca”: i più acuti osservatori hanno tuttavia fatto notare che l’effervescenza nella recente uscita di strumenti e opzioni, continuamente aggiornati o rivisitati, non deve far pensare a propositi bellicosi tra i pochi spider indipendenti rimasti in vita nel mercato dei motori, ma piuttosto si tratta di una sfida continua e costante all’ultima tecnologia che, presto o tardi, comporterà vere innovazioni nella ricerca online. I motori di ricerca per ora si sfidano con le ultime novità: da Google Desktop, subito riproposto anche da Yahoo!, a Google Scholar, o Google Sms, subito ripreso e rilanciato dai concorrenti Yahoo! o Msn, a Google Print, è tutto un proliferare di tool e iniziative volte a fidelizzare gli utenti. Ma in palio non è una mera supremazia commerciale, una guerra in stile “asso pigliatutto”, bensì si stanno delineando nuove strategie in vista di nuove frontiere nella ricerca online, che hanno una meta comune: sono tattiche accomunate da una strategia finalizzata a ottimizzare, semplificare, accelerare le ricerche su Web per gli utenti finali. La rinnovata sfida fra i motori di ricerca mira a uno scenario futuro che prevede nell’ordine: ricerche multimediali, ricerche in linguaggio naturale e ricerche sempre più precise, puntuali e mirate. Per un Web, finalmente scandagliato nei suoi abissi (la cosiddetta deep Internet), destinato anche a chi non effettua soltanto ricerche testuali (Pdf o testi specifici universitari, come in Google scholar) o ricerche veloci (a portata di Sms come nello strumento a hoc di Google), ma permette di svolgere ricerche tra veri e propri contenuti multimediali (contenuti audio e video, sempre più presenti in Rete). Il Web negli ultimi anni è cambiato: ha una marcia in più, è entrato ormai nell’era della banda larga e delle connessioni always on e mobili. Innanzitutto è sempre più un Web multimediale, dove i contenuti testuali si assottigliano o si specializzano, e sono accompagnati spesso da contenuti audio e video, impossibili da interrogare con gli attuali search engine. I motori di ricerca infatti, allo stato attuale, si limitano a interrogare testi (equivalenti all’Alt alle immagini nel linguaggio Html) affiancati ai contenuti audio e video come semplice alternativa testuale oppure breve e sintetica descrizione (a volte imprecisa o non esaustiva). Con l’estendersi delle connessioni broad band, per utenti sempre più assetati di audio e video, i motori di ricerca devono far fronte alle nuove esigenze, offrendo nuovi strumenti adeguati per rispondere alle richieste più sofisticate di un’utenza di ultima generazione. La ricerca online del materiale multimediale è la prossima frontiera dei search engine, come del resto un’altra frontiera nel campo dei motori di ricerca è rappresentato dall’uso del linguaggio naturale (e cioè la possibilità di porre vere domande invece che keyword nella query d’interrogazione). Nel frattempo i search engine riscaldano i motori, mantenendo viva l’attenzione, rilasciando quasi ogni settimana piccoli tool originali, come la ricerca via Sms, toolbar, news alert, strumenti di ricerca su desktop: dove ogni tool non procaccia solo la fidelizzazione degli utenti, ma soprattutto è un metodo per acquisire pubblicità e advertising online (la benzina necessaria per mantenere vivi i motori), nonché serve ad accelerare i servizi e competere in futuro su nuove frontiere ancora da delineare. I motori di ricerca, sebbene ridotti in numero, sono tornati alla ribalta e si stanno sfidando a colpi di tool per soddisfare al meglio gli utenti; per sperimentare e accedere a nuovi strumenti e servizi, per effettuare ricerche su Web sempre più tagliate su misura. Continua sulla rivista PCM n.223

Sommario:

Motori di ricerca 169 Google 170 Il Trovatore 171 Msn Search 172 Teoma 173 Yahoo! Directory 174 100Links 174 Dmoz 175 Looksmart 175 Lycos 176 Yahoo! Advertising 176 Espotting 177 Google 178 Msn 178 Overture 179 Yahoo!

Autore: ITespresso
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