Moviri diventa maggiorenne e cresce a colpi di spin off

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Paolo Bozzola, ceo di Moviri, si racconta, fin dalle origini, descrivendo come si sia arrivati alla scelta del brand. Evoluzione della società alla luce delle ultime novità tecnologiche (contentwise) e di tutela della sicurezza (Cleafy)

Moviri è un neologismo, scelto dal dizionario italiano-calabrese che significa muovere al passato remoto. Il logo, invece, è stato creato attraverso un’operazione di asta online. Così. Paolo Bozzola, ceo della società, ci accoglie nella sede milanese a pochi passi dal PoliHub nel quartiere Bovisa. Bozzola racconta la storia della società che ha origini nello scorso decennio, nonostante sia nel quartiere che ora ha più fermento per quanto riguarda le startup.

Tutto partì nel 2000 con la nascita di Neptuny ma è nel 2010 che, dopo varie operazioni, viene venduto un ramo di azienda a Bmc Software e, come condizione, la società chiese logo e marchio Neptuny. Da quel momento, racconta Bozzola, abbiamo cercato di capire come fare. “Siamo ingegneri, amiamo big data, machine learning, siamo quelli che fanno i modelli avanzati che nel 2000 erano di nicchia. Nel 2010 eravamo un’ottantina di persone perché negli anni abbiamo lavorato con aziende importanti, come Fastweb che fu una startup , fu pioniera della Ip television. Nel 2006 ci chiesero di trovare un modo tale per cui gli utenti potessero utilizzare la piattaforma per vedere indistintamente quello che interessava in tv. Riuscimmo a fare i menù personalizzati. Nacque poi una società, contentwise, che ci ha permesso di specializzarci su questi temi, oggi abbiamo in mano i più grandi broadcaster”.

Paolo Bozzola, ceo Moviri, intervistato dal TG1
Paolo Bozzola, ceo Moviri, intervistato dal TG1

Oggi la società ha circa 200 dipendenti, di cui la maggior parte a Milano e il resto diviso tra Los Angeles e Boston. Moviri non si ferma qui e nel 2014 inizia a lavorare sull’It security, e nel 2015 nasce Cleafy, uno spin off controllato da Moviri, “Cerchiamo di combattere i rischi dell’informatica attraverso un approccio analitico – sottolinea Bozzola – Cleafy osserva il traffico dati, fa ragionamenti avanzati e opera azioni di remedation”. Bozzola fa sapere che quest’anno la società, attraverso Cleafy, ha lavorato con cinque clienti in ambito bancario.

Oggi il mondo bancario è più sensibile a questi fenomeni, ma in futuro, oltre alle Tlc, all’ecommerce, ci sarà un allargamento anche ai settori della sanità, dei servizi a pagamento: si pensi all’eventuale furto delle credenziali su un qualsiasi servizio…Crediamo di essere solo l’inizio di un fenomeno che sta diventando rilevante. Con il nuovo anno – spiega – Cleafy sbarcherà anche all’estero”. Da poche settimane, poi, Moviri ha perfezionato l’investimento in Arduino “sviluppando un’offerta di consulenza sulla tecnologia Arduino applicata all’IoT”.

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