Multa a Tele2 per aver filtrato il P2p senza avvertire

Autorità e normative

La sanzione da 60mila euro dell’Antitrust è dovuta a un difetto di comunicazione dell’operatore: i filtri al Peer to peer sono legittimi, purché siano trasparenti. Gli utenti hanno il diritto di sapere cosa realmente acquistano

Il nodo della vicenda dei filtri di Tele 2 al P2p (Peer to peer), gunge al pettine: l’Antitrust ha multato Tele2. Per la prima volta in Italia un operatore dovrà pagare una sanzione (per la cronaca:60 mila euro) per i filtri al P2p. Ma la multa non è stata comminata a causa dei filtri, ma a causa delle lacune di comunicazione dell’operatore:nè sul sito nè sul contratto Tele2 aveva mai specificato l’esistenza dei filtri al P2p. I filtri sono legittimi, purché siano trasparenti agli occhi dell’utente: gli utenti hanno il diritto di sapere cosa realmente comprano, quando pagano per un abbonamente Adsl, anche se a prezzo particolarmente scontato.

Aduc, che era passata al contrattacco , sottolinea che la sanzione è di importo ridicolo, tuttavia la condanna sarebbe un passo avanti.

L’Italia però si differenzia dagli Usa perché qui da noi non è entrato in gioco il punto (dolente) della Net neutrality o neutralità della Rete: lo scandalo dei filtri P2p, partito dagli Stati Uniti dove esplose tempo fa il caso ComCast, si sta espandendo a macchia d’olio anche in Italia.

I filtri al P2p, nati per porre un freno al dilagante fenomeno della pirateria e del file saharing illegal e, contro i quali si è lanciato anche Google , non intralciano infatti solo attività illecite, ma bloccano anche il VoIP; e in secondo luogo, sono in antitesi con la Net neutrality (la neutralità della Rete).

Finora in Italia Isp come Wind e Ngi hanno dichiarato di filtrare il peer to peer, tuttavia praticamente nessuno, Tele2 in testa, lo ha messo nero su bianco nel contratto. E ha Tele2 è costato una multa Antitrust.

Autore: ITespresso
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