Multati dalla UE gli schermi piatti

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La multa Antitrust ammonta a 649 milioni di euro. Samsung non pagherà nulla in quanto ha offerto informazioni a Bruxelles rivestendo il ruolo di “pentita”

L’Antitrust UE ha inferto una sanzione ai produttori Lcd accusati di aver costituito un cartello degli schermi piatti. I produttori di LCD (liquid crystal display), accusati di aver cospirato per mantenere alti i prezzi dei pannelli, sono: LG Philips, Sharp, Toshiba, Matsushita, AU Optronics, Chi Mei Optoelecronics, Chunghwa Picture Tubes e Hannstar. L’accusa ruota intorno alla tesi secondo cui le società chiamate in causa si sarebbero messe d’accordo per rialzare i prezzi di vendita degli LCD TFT gonfiandoli artificialmente dal 1 gennaio 1998 al febbraio 2006. La multa, inflitta dal commissario per la Concorrenza, Joaquin Almunia, ammonta a 649 milioni di euro, sarà soprattutto a carico del gruppo di Taiwan Chimei InnoLux (300 milioni) e della coreana Lg Display (215 milioni). Samsung non pagherà la multa in quanto ha offerto informazioni a Bruxelles rivestendo il ruolo di “pentita”.

Quest’accusa è stata oggetto di diverse indagini portate avanti da enti governativi in giro per il mondo e aveva come oggetto comportamenti che ostacolano la libera concorrenza e metodi per fissare i prezzi.

Lo scorso marzo anche Dell ha portato in tribunale cinque aziende(Sharp, Hitachi, Toshiba, Seiko Epson e HannStar). Anche in questo caso l’accusa di Dell è che le società abbiano costituito un cartello per concordare i prezzi degli schermi Lcd. Già Nokia aveva fatto causa a Samsung, LG Displays e altri produttori di Lcd, accusandoli di cospirare per gonfiare i prezzi dei display. La causa di Nokia segue un’analoga mossa da AT&T contro i produttori di Lcd.

Autore: ITespresso
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