Musica digitale: in affitto o acquisto?

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Il dilemma potrebbe determinare il successo degli abbonamenti flat adottati da Napster rispetto alla vendita di brani di iTunes

Nel promettente settore della musica digitale, che ha fatto la fortuna di Apple, due modelli si stanno fronteggiando: il modello della sottoscrizione (o musica in affitto) con abbonamento flat e il modello basato sull’acquisto di brani singoli

o Cd a prezzi competitivo. L’affitto di musica digitale è il modello adottato da Napster To Go, Rhapsody di Real Networks, Virgin Music e MusicMatch di Yahoo!: consiste nel sottoscrivere un abbonamento flat per illimitati brani musicali. La formula dell’abbonamento finora ha stentato a decollare, dal momento che, estinto l’abbonamento a forfait, la musica non è più disponibile. All’affitto finora gli utenti di musica digitale online hanno preferito la formula dell’acquisto: Apple con iTunes, a cui è associato il player dedicato iPod, ne è l’esempio emblematico. Ma forse qualcosa sta cambiando nel panorama della fruizione legale di musica digitale: a fotografare un possibile cambiamento in atto nei gusti degli utenti online, è Jupiter Research. La società di ricerca prevede un rovesciamento del fronte entro il 2009: secondo Jupiter Research,i servizi a sottoscrizione sorpasseranno i download, generando 890 milioni di dollari di fatturato contro gli 800 circa generati dai brani musicali scaricati. Infine sul versante della musica in file sharing, la British Phonographic Industry (BPI) ha segnato il suo primo goal contro il P2p: senza arrivare in giudizio, 23 utenti di circuiti peer to peer (Kazaa, Imesh, Grokster, WinMx e Bearshare) hanno accettato di risarcire complessivamente 72.000 euro per le canzoni scaricate e condivise illegalmente.

Autore: ITespresso
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