Musica digitale, in Italia lo streaming batte il download

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In Italia lo streaming batte il download
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Sfiora la metà il fatturato del digitale: il 43% (contro il 38% un anno fa) proviene dalla musica digitale, che ha avuto compiuto un balzo del 20%. Lo streaming supera il download legale

In Italia lo streaming batte il download della musica digitale legale. Secondo lo studio di Deloitte per FIMI, la Federazione dell’industria musicale italiana, cresce il mercato della musica digitalia in Italia. Il mercato musicale archivia i primi sei mesi dell’anno registrando un incremento del 7% rispetto a un anno fa a quota 53,6 milioni di euro di fatturato. Sfiora la metà il fatturato del digitale: il 43% (contro il 38% un anno fa) proviene dalla musica digitale, che ha avuto compiuto un balzo del 20% con 23 milioni di euro.

In grande spolvero è lo streaming: tra audio e video si è impennato del 95%, tanto da mettere la freccia sul download (in flessione del 18%). Lo streaming detiene oggi il 55% del fatturato del digitale, rispetto al 34% del 2013. Lo streaming ha totalizzato 12,6 milioni di euro contro i 9,8 milioni del download.

Nel mercato dello streaming audio, rivaleggiano piattaforme come Spotify,  Deezer e Tim Music: il segmento ha messo a segno un incremento del 134% raggiungendo i 5,6 milioni di euro. Lo streaming video, supportato dalla pubblicità, i cui player sono YouTube e Vevo, è aumento del 72% pari a  quasi 7 milioni di euro di fatturato.

In Italia lo streaming batte il download
In Italia lo streaming batte il download

I supporti fisici hanno messo a segno 30,7 milioni di euro di ricavi, in calo del 2%. Corrispondono a poco più di mezzo milione di copie vendute in meno rispetto al 2013. Il Cd si mantiene stabile, nonostante soffra per l’avanzare del digitale. In crescita del 36% è il vinile: 98 mila copie vendute rispetto ai 4,1 milioni di compact disc (Cd) in sei mesi per un valore di 1,3 milioni di euro (pari al 2,6% del mercato).

Dopo undici anni consecutivi di declino, il mercato discografico italiano è tornato a crescere per la prima volta del 2% nel 2013.

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