MWC 2012 – Eric Schmidt (Google) detta il manifesto della Rivoluzione Mobile

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Eric Schmdit, chairman di Google, a MWC 2012

Eric Schmidt, chairman di Google, parla a 360 gradi al Mobile World Congress: : “La rivoluzione smartphone sarà universale”. I telefonini che oggi costano 400 dollari ne costeranno 20. Ma occhio al nuovo Digital Divide

Il keynote di Eric Schmidt sembra un manifesto: un manifesto dell’IT, a cavallo fra tecnologia e sociologia. “Fra 12 anni, secondo la Legge di Moore, i telefoni che oggi costano 400 dollari ne costeranno 20 e se Google fa la cosa giusta, Android finirà in ogni taschino” ha detto sul palco del Mobile World Congress (MWC 2012), in corso a Barcellona,  Eric Schmidt, chairman ed ex Ceo di Google. E non è una profezia difficile da credere visto che Android conta già oggi 850 mila attivazioni al giorno. Schmidt spiega che la “rivoluzione smarphone sarà universale“, ma nessuna enfasi, anzi sano realismo: “Centinaia di milioni di persone non hanno mai giocato ad Angry Bird, mai usato il GPS, mai scaricato un’app, mai saputo di Android vs iOS“. Il potere della tecnologia deve ancora conquistare più persone, ma “se connettete le persone con l’informazione, esse cambieranno il mondo“.

Schmidt chiede al nuovo “Digital divide” che sta emergendo: la Legge di Moore porta velocità e potenzialità illimitate a una manciata di privilegiati. Quando sovrastimiamo il presente, sottostimiamo i cambiamenti a lunga scadenza: in futuro manderemo robot a prendere i figli a calcio: le auto Driverless sono in arrivo (la Google car ha già guidato 200 mila miglia, in totale sicurezza); il web diventerà come l’elettricità, ci sarà, ma “invisibile”. Secondo Schmidt “Apps e servizi stammo migliorando la vita della  classe media, e giocano un ruolo decisivo nei cambiamenti della società“.

In mezzo a conflitti – tragedie – e gioia, c’è anche una “maggioranza aspirazionale“: c’è un altro futuro per i prossimi 5 miliardi. Il Web è una risorsa scarsamente reperibile per le persone che vivono in povertà. Il boom dei data center è in agenda, e cresceranno le comunità con accesso stabile a Internet, mentre la fibra diventerà più economica e veloce (grazie alla tecnologia WDM): la rivoluzione degli smartphone sarà invece per tutti, grazie all’abbassamento dei prezzi.

Immaginate un telefonino con informazioni di diagnostica precaricate, scattate una foto, e  saprete dove il trattamento medico adeguato è disponibile, magari vi indirizzerà perfino dallo specialista“. Avere uno smartphone non è sufficiente, serve un piano tariffario. Ma un giorno non avrete bisogno di una rete, ma vi basterà parlarvi l’un l’altro: è il potere del mesh network. La comunicazione digitale non deve per forza costare, ma può essere low-cost; sarebbe sufficiente che poi gli smartphone funzionassero ad energia solare.

Nessuno dice che la tecnologia trasgormerà subito la realtà socioeconomica, ma la connettività cambia lo stato delle cose presenti“. Dove c’è Internet, cadono barriere e ostacoli. Internet ci impedisce di ignorare la sofferenza: vediamo ogni giorno la brutalità di Assad in Siria. L’informazione dà potere, come dimostra la Primavera Araba: più potere significa maggiore scelta, cittadini più smart e connessi chiedono accordi migliori alle elites globali. Le elites non scompariranno, ma tecnologia è un “livellatore”, e chi è debole diventerà più forte, mentre chi non ha nulla otterrà qualcosa.

E le libertà digitali? I governi tenteranno sempre di controllare la Rete: sono saliti da 4 a 40 i paesi che regolamentano, mentre i servizi di Google sono bloccati in 20 paesi. Gli sforzi per mettere i lacci alla rete accadono anche negli USA, ma lì sono destinati a fallire.

Ma se la scienza dell’Informatica va ben oltre lo scrivere codice, è vero che anche il Contrario: “Coding è ben più che sviluppare programmi”. I developer sono gli “ingegneri della libertà umana“, e chissà se pronunciando queste parole pensa alle proteste contro SOPA e ACTA e alle rivolte in Nord Africa e Medio Oriente, trainate dai Social Media. “Il web è ben più di un network di macchine, ma è una rete di menti che si evolvono nella consapevolezza globale.” E se l’ex Ceo di Google distingue fra chi crea e chi compra, ammette che ci acquista difende le “parti comuni del Web da chi le attacca”, supportando il 10% dei creativi.

Eric Schmidt, parlando dei cyber rights, afferma che l’ora di agire è adesso., per evitare che si creino “caste digitali”: non tutti siamo nati in famiglie con robot e notebook. La “tecnologia è potere” per natura, ma bisogna assicurare l’accesso a tutti e creare una comunità globale di eguali: “Ed io sono molto orgoglioso della mia tribù” conclude Schmidt, chiedendo a tutti di offrire la possibilità di costruire un mondo dove ognuno abbia l’opportunità di essere connesso.

Schmidt ha anche parlato di tecnologia e del debutto di Chrome per Android: è “un browser davvero veloce, pulito, sicuro ed… è gratis“. Chrome su Google Nexus beneficia del pre-caching, perché Android è un vero sistema operativo. Schmidt ha anche parlato di energia rinnovabile, della necessità di connettere gli altri 5 miliardi di abitanti del pianeta e di tanti temi scottanti (la censura in Iran eccetera). Sulla questione degli Over-the-Top, Google crede che operatori e regolatori debbano sedersi a un tavolo e discutere: ma anche Google ha lavorato molto su Android ICS per migliorare l’uso della banda, evitando sprechi. Eric Schmidt ammette che essere pro-democrazia è il miglior biglietto da visita per l’export.

Eric Schmdit, chairman di Google, a MWC 2012
Eric Schmidt, chairman di Google, a MWC 2012
Autore: ITespresso
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