Dopo i nonni in Rete e il Web@lfemminile , nasce una nuova sfida online: l’Intergruppo Parlamentare 2.0 si è prefisso il compito di alfabetizzare Montecitorio.
Impresa ardua, visto l’ emendamento D’Alia e il Ddl Carlucci , tanto per fare due esempi freschi di inizio anno.
Ma l’intergruppo non si scoraggia: la nuova lobby cercherà di azzerare il Culture divide in Senato e Camera e incrementare il tasso di alfabetizzazione telematica e Web 2.0 presso Onorevoli e senatori, che potranno così imparare le differenze fra blog, forum, video e foto sharing, micro-blogging, social network eccetera.
L’Intergruppo crede che il Web rappresenti un ‘opportunità di crescita per il paese, senza dimenticare la tutela del copyright, i reati online, il fenomeno del pedo-porno e la violazione della privacy.
Il primo atto dovrebbe consistere nel cancellare l’emendamento D’Alia sull’”oscuramento” dei siti Internet.
Se finora i parlamentari avevano visto solo l’altra faccia della medaglia (i problemi e i pericoli della Rete), ora potranno finalmente coglierne gli aspetti positivi, come volano di crescita per il paese.
Speriamo che dopo aver colmato il gap con il Presidente Usa Obama, capiscano anche che è giunta l’ora di trovare 10-12 miliardi di euro per portare la super banda larga in Italia: 100 Mbit, per un vero rinascimento digitale. Il Rapporto Caio potrebbe dar loro una mano per dare l’addio al Digital Divide .
L’iniziativa è stata promossa da: Beatrice Lorenzin, Roberto Cassinelli, Nicola Formichella del Pdl; Sandro Gozi, Paola Concia, Federica Mogherini, Alessia Mosca, Vinicio Peluffo, Vincenzo Vita del Pd; Massimiliano Fedriga della Lega, Matteo Mecacci dei Radicali e Pierfelice Zazzera dell’Idv.
Guarda: VIDEOINTERVISTA: L’Italia rischia di essere un paese di serie B
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2 Commenti
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Lavoro presso un piccolo WISP e se dessero ai piccoli la possibilita’ di crescere i piccoli operatori potrebbero portare gia’ connessioni fino a 52 Mbps , che sembra fantascienza.
Posted by: patrick, il 28 Aprile 2009 lì 18:47Pubblicità
Bisogna regolamentare assolutamente il p2p per evitare di mettere in difficolta’ chi opera nel settore dei diritti d’autore e delle TLC
Posted by: patrick, il 28 Aprile 2009 lì 18:49Aggiungi un commento