Nasce PoliHub il primo distretto tecnologico milanese

AziendeManagementMercati e Finanza
2 0 Non ci sono commenti

Sono partiti i lavori di ampliamento e, i primi 3 mila metri quadrati attrezzati debitamente attrezzati sono già presenti 39 startup e altre 20 sono in fase di valutazione, anche se l’obiettivo finale è arrivare a ospitarne un centinaio nei prossimi tre anni

Nasce PoliHub il primo distretto tecnologico milanese. Sono partiti i lavori di ampliamento e, i primi 3 mila metri quadrati attrezzati che sorgono presso il Campus Bovisa in via Durando 39 a Milano, sono già operativi. Polihub_inaugurazione

La presentazione del PoliHub ha raccolto rappresentanti di istituzioni milanesi e non come il Politecnico di Milano, la Camera di Commercio, la Regione Lombardia, il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca. Sui 3mila metri quadri debitamente attrezzati sono già presenti 39 startup e altre 20 sono in fase di valutazione, anche se l’obiettivo finale è arrivare a ospitarne un centinaio nei prossimi tre anni, grazie all’apertura di due sedi distaccate presso ComoNext e il Campus di Cremona.

In particolare, PoliHub aggiunge all’incubatore il fulcro di un distretto hi-tech dove startup appena nate convivono con imprese consolidate che desiderano attingere al network di servizi (università, fondi di investimento, grandi aziende tecnologiche) che il Politecnico e la sua Fondazione possono offrire.

PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano con il contributo del Comune di Milano, offre alle startup un network di relazioni verso il mondo industriale, finanziario e accademico, a partire dalle competenze del Politecnico di Milano, spazi modulari specifici per ogni singola startup con servizi innovativi e condivisi (tecnologici, amministrativi, legali, di comunicazione e pubbliche relazioni).

Massimiliano Magrini, co-founder United Ventures
Massimiliano Magrini

Fondazione Politecnico di Milano ha voluto la trasformazione dell’Acceleratore d’Impresa in PoliHub, puntando verso una struttura all’avanguardia per il supporto delle migliori startup innovative – afferma Giampio Bracchi, Presidente di Fondazione Politecnico e di PoliHub. “Siamo consapevoli del fatto che, in un’economia matura come quella italiana, la crescita del Pil e dell’occupazione è strettamente connessa all’innovazione che riesce a creare.  Supportare i progetti di innovazione è, oltretutto, la missione di Fondazione per sostenere la ricerca e creare un ponte tra imprese e contesto economico, produttivo e amministrativo.”

Bracchi, durante la presentazione, ha ricordato come lo scorso anno due imprese della rete abbiano fatto il record di crowdfounding sul mercato europeo, sinonimo di una generazione di imprese proiettata sul territorio internazionale. PoliHub si è classificato al nono posto in Europa tra i principali incubatori d’impresa universitari secondo la classifica svedese degli UBI Index (University Business Incubator). Dal 2000 sono state raccolte più di 5mila idee e incubate oltre 100 startup innovative, l’83% delle quali ancora in attività. I concorsi promossi con partner Ict hanno prodotto una risposta soddisfacente: dai 90 progetti valutati a Smau Mobile App ai 75 fatti pervenire a Ibm, ai 41 di Sap, fino alle 69 idee di Switch2Product. “Esiste ancora un problema di sostenibilità – spiega Bracchi – specie se pensiamo al no profit ma noi lo abbiamo grazie alle istituzioni, in primis la Fondazione Cariplo, la Provincia, la Regione, la Camera di commercio”.

Bracchi spiega poi una finalità nuova dell’acceleratore di impresa. “Con PoliHub vogliamo estendere l’attività di acceleratore di impresa, non solo ai giovani studenti che vogliono lanciare una nuova impresa, ma vogliamo essere vicini anche a imprese neonate, spin off o imprese innovative giovani che hanno già un loro mercato e cerchiamo di creare una sorta di contaminazione che metta a disposizione competenze e avvicini i clienti”.
“Il Politecnico di Milano lavora per far crescere l’occupazione in modo integrato con il nostro sistema e, agendo sulla formazione, cerchiamo di creare innovazione con il sistema delle imprese”, spiega Giovanni Azzone, Rettore dell’Ateneo.

Massimiliano Magrini, co-founder e managing partner United Ventures, pone l’accento sul valore economico del talento e sottolinea l’importanza del venture capital. “Non siamo banche – ricorda – ma imprenditori e la regola per noi non è fare successo con pochi capitali ma crescere attraverso il talento, talento che non è a costo zero, va comprato e per questo servono alle imprese capitali cosiddetti intelligenti per investire. Solo così si fa un passo importante e, per fare ciò, il venture capital è oggi, come non mai, necessario”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore