Nasce Postilla, il blog per professionisti in ottica Web 2.0

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Il blog approfondisce temi legati a diritto, fisco, lavoro, sicurezza e ambiente con il contributo di professionisti dei diversi ambiti. Un’indagine Doxa intanto evidenzia i comportamenti Web 2.0 degli utenti italiani

Si dice postilla e si pensa a una piccola nota in fondo ad un contratto, un dettaglio nascosto tra le righe di un documento che sfugge ai più durante una rapida lettura. Da oggi però Postilla è anche un blog di Wolters Kluwer rivolto ai professionisti, curato da professionisti e sostenuto da nomi noti del panorama dell’editoria professionale quali Ipsoa, Cedam, Utet Giuridica, Il fisco e Indicitalia. I contenuti sono organizzati per aree tematiche: fisco, sicurezza, lavoro, ambiente, diritto e impresa; ad animarli sono professionisti chiamati a condividere esperienze lavorative, idee e nuove proposte all’insegna dello scambio interdisciplinare che sempre più caratterizza il mondo del lavoro in Italia e non solo.

Il progetto postilla.itnasce con l’obiettivo di sfruttare le potenzialità del Web 2.0, che si traduce nella richiesta di partecipazione attiva dell’utenza Web, non più solo fruitrice passiva di contenuti, ma elemento proattivo che se da un lato ha ancora bisogno di informazioni, dall’altro vuole dare il proprio contributo. Al momento della messa on line postillaconta già trenta blogger suddivisi nei diversi ambiti, ma con il tempo il numero potrebbe aumentare in funzione delle eventuali esigenze degli utenti e delle tematiche affrontate.

In occasione della presentazione di postillaDoxa ha reso pubblici i risultati della ricerca Italia 2.0, un’indagine condotta per conoscere quanto e come il web 2.0 è percepito dagli utenti del nostro Paese. Il 34% del campione intervistato conosce siti Web 2.0, con una predominanza piuttosto marcata di Facebook (46% del totale), seguito a distanza da YouTube (14%) e Wikipedia (10%). Guardare foto, video e la ricerca di contatti sono le attività più frequenti sui siti di social networking.

Web 2.0 non è, naturalmente solo Facebook, Twitter e YouTube: molti sono gli spazi editoriali che sempre più raccolgono commenti e suggerimenti da parte dei lettori. Il target che emerge ha caratteristiche abbastanza precise, seppur non rigide: in prevalenza sono uomini di età compresa tra i 25 e i 44 anni. E’ cambiata quindi l’idea di una base utenti di giovanissimi, ma cambia anche il modo di comunicare: fino a qualche anno fa Internet era un immenso oceano di informazioni, una sorta di finestra alla quale l’utente poteva affacciarsi e guardare, oggi invece chi si collega è al centro del mondo e in ogni suo angolo allo stesso tempo.

La Rete è diventata un “non luogo” dinamico e in continuo sviluppo che cresce grazie al contributo degli utenti e si alimenta di nuovi contenuti ogni istante: per questo motivo cambia anche il modo di comunicare sul Web, non più one-to-many, ma many-to-many. Questo ribaltamento riguarda non solo i singoli utenti, ma anche le aziende che hanno percepito le potenzialità di Internet e su di esse hanno puntato per cercare nuovi canali di business, inclusi blog e forum.

Cosa spinge gli utenti a partecipare? Quale la motivazione di fondo? Per semplice che possa sembrare, la risposta è il bisogno di autocelebrazione. In questa parola trovano spazio le gratificazioni personali per aver contribuito ad un progetto più ampio, l’affermazione di sè tramite riconoscimento e appartenenza ad un gruppo o “community”, il piacere di condividere le proprie esperienze personali etc…

Ad ognuna di queste forme di espressione corrisponde un’area di Web 2.0 che ne riflette al meglio le caratteristiche: utenti con elevato bisogno di esposizione di sè sono soliti frequentare attivamente forum, hanno pagine personali su siti di social networking e probabilmente curano un proprio blog; viceversa una partecipazione più “discreta”, ma ugualmente gratificante è quella di coloro che pubblicano contenuti in forma anonima o quantomeno non indivisualistica, ad esempio integrando argomenti su Wikipedia, privilegiando quindi la componente culturale ed intellettuale a quella sociale.

Il dato generale che emerge indica che in Italia il Web 2.0 non è ancora una realtà pienamente affermata, soprattutto in ambito aziendale e professionale. In questo senso il blog Postilla( www.postilla.it ) rappresenta un tentativo di uscire dai binari tradizionali per aprire un canale se non diverso, sicuramente alternativo e parallelo per la circolazione delle idee e delle informazioni, senza rinunciare alla professionalità e alla competenza delle fonti.

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