Natale 2010, meno regali e più voglia di stare insieme

AziendeMarketingMercati e FinanzaWorkspace
Findomestic, scendono i prezzi nell'e-commerce

I dati dell’Osservatorio annuale Findomestic 2011 indicano che la coda della crisi fatica ad esaurirsi e i comportamenti d’acquisto degli italiani ne risentono anche nel periodo natalizio. Causa budget più esigui, in cima ai desideri non ci sono regali e cose materiali, ma voglia di passare più tempo in famiglia

Lo scorso anno, commentando i risultati dell’Osservatorio Findomestic sui consumi dei beni durevoli, avevamo colto un velato pessimismo a conclusione di un anno che aveva lasciato drammaticamente sul campo diversi punti percentuali in termini di fatturato e pezzi venduti praticamente in tutti i settori esenti da incentivi statali di vario genere. Oggi, a distanza di dodici mesi, possiamo dire che la realtà ha confermato quei timori. A conti fatti il 2010 non ha portato quella ripresa tanto attesa: a onor del vero va detto che l’immobilismo del mercato è prerogativa tutta italiana, poichè altri mercati europei stanno finalmente riprendendo a marciare, pur se a velocità e con dinamiche diverse. Non vogliamo pertanto ricadere nel medesimo errore, se così si può chiamare, commesso lo scorso anno, affidando la speranza all’ottimismo più che alla fredda analisi dei dati, ma in tempo di globalizzazione è legittimo supporre che come la crisi ha coinvolto tutti i Paesi senza distinzione, altrettanto possa accadere per la ripresa.

Sulle famiglie italiane, tuttavia, gravano ancora pesantemente gli effetti della crisi, soprattutto un basso potere d’acquisto in relazione alla perdurante incertezza del mercato del lavoro. A conferma di ciò si segnala una riduzione della spesa per famiglia per l’acquisto di beni durevoli, ma anche per l’approvvigionamento alimentare: dopo due anni i calo dei volumi, il dato si conferma ancora debole e contraddistinto da una maggiore selezione dei prodotti acquistati in termini di riduzione degli sprechi, con un occhio anche al risparmio, che nella maggioranza dei casi indirizza gli italiani verso i canali della grande distribuzione.

Abbiamo accennato allo stimolo dato dagli incentivi statali soprattutto per il mercato delle automobili, da sempre cruciale per l’economia italiana: come nel biennio 2008-2009, anche il 2010 ha mostrato l’effimera efficacia di questi provvedimenti nel medio-lungo termine, con un crollo degli acquisti alla scadenza dei fondi disponibili. Appare evidente dunque una carenza strutturale di un mercato che, in assenza di aiuti statali, non è in grado di camminare con le proprie forze: il 2010 si chiude con una stima di -6,2% di valore a fronte di un calo dell’11,7% dei veicoli venduti. In calo anche le immatricolazioni di auto nuove, così come in negativo chiude anche il mercato dell’usato, sia per quanto riguarda le auto che i veicoli a due ruote. Un fattore che non ha certo favorito il settore è il prezzo che, paradossalmente, è cresciuto in media del 6,2%. E la leva prezzo si dimostra invece sempre importante nell’economia delle famiglie italiane se è vero che tanto la spesa quanto il volume di beni durevoli per la casa sono cresciuti grazie soprattutto a un calo medio dei prezzi del 6,5%: il traino è rappresentato da prodotti a forte componente tecnologica come elettronica di consumo e fotografia.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore