Nebbia fitta sullict

Management

Editoriale n. 41

Maurizio Cuzari, gran capo di Sirmi, è alquanto dubbioso su una ripresa del mercato in questo anno solare, anzi i dati che ha snocciolato qualche giorno fa in occasione del convegno ICT 2003 mostrano impietosi un segno meno in tutti i settori, quasi un segnale di totale debacle per il mercato. Ma il mercato va così tanto male? Dipende da come si vuole interpretarlo, se il business planning della vostra azienda è tarato su una crescita a due cifre, allora il vostro anno (escluso qualche fortunato) sarà allinsegna del risultato insoddisfacente. Se invece avete formulato una piccola crescita, un misero segno più a una cifra, forse (cè sempre lincognita Bush) riuscirete a centrare gli obiettivi. Il problema vero, che ancora oggi molti fanno finta di non vedere, è che il mercato ict è cambiato, si è fatto grande, e deve essere considerato come un mercato industriale maturo, con regole e definizioni di crescita tipiche di quel mercato. Tornando sempre a Cuzari, e al nostro mercato, è interessante segnalare come, secondo le analisi Sirmi, sta cambiando il modello commerciale. Sembra finita la grande stagione delle catene informatiche (che decrescono nel giro di un anno di una percentuale vicina al 20%) e dei dealer (un universo che cala anche sotto la spinta della recessione finanziaria), a fronte di una crescita inesorabile di modelli di vendita nuovi, almeno nel nostro paese, che fanno riferimento alla grande pedonabilità. Mi riferisco alla grande distribuzione e alla grande distribuzione specializzata. Sebbene entrambi questi due canali contino ancora poco in valore percentuale e soffrano ancora oggi di scarsa professionalità nel fornire un servizio serio allend user, mostrano però dallaltra parte un incremento interessante, segno che il cliente finale comincia a ritrovarsi in queste identità commerciali. Certo il lavoro da fare da parte dei distributori e dei vendor è ancora tanto ma ormai, almeno se si pensa al prodotto consumer (prodotto=prezzo e basta), il destino delle catene e di molti dealer votati a questo segmento di mercato sembra ormai segnato. Sempre Sirmi evidenzia come il modello diretto e-commerce pensato dai vendor nellera della web economy (leggasi anno 1998-primi mesi anno 2000) si sia sgonfiato facendo emergere un modello diretto particolare legato alle Gare pubbliche, dove entra in gioco in tantissimi casi la relazione diretta del vendor. Oggi però, accanto alla poca propensione allacquisto da parte delle aziende clienti, emerge un altro segnale importante, che, in qualche misura blocca la crescita del settore it la mancanza di chiarezza. Sirmi analizza come ancora oggi le relazioni tra il fornitore (vendor, reseller, system integrator, …) e il cliente siano improntate su tutto meno che sulla chiarezza. È interessante notare come lo studio Sirmi sul tipo di relazione cliente-fornitore alla domanda Non percepisce lesigenza dellazienda evidenzi come i clienti bacchettino nel 12,5% dei casi il fornitore, così come i clienti attribuiscano al fornitore Ritardi, difetti e scarsa qualità, nel 23,9% dei casi. Percentuali importanti che, oggi, nel 2003, riportano lorologio dellict indietro di una decina danni, segno che ci si è preoccupati di più a fare soldi che a crescere in professionalità.

Autore: ITespresso
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