Neelie Kroes (Agenda digitale UE): Il Copyright è anacronistico

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Neelie Kroes: Manca un mercato unico di Internet

L’artista non è al centro dell’attuale sistema di tutela del diritto d’autore, ormai superato dalle nuove tecnologie. Serve una rivoluzione copernicana grazie al cloud computing

Una rivoluzione copernicana per riportare l’artista al centro. Neelie Kroes al Forum D’Avignon, la scorsa domenica, ha affermato che la tutela del Copyright è anacronistica, così com’è concepita oggi. La vicepresidente della Commissione europea dà un sonoro schiaffo all’odierno sistema che dovrebbe promuovere la produzione artistica, ma non riesce a tutelare legalmente, moralmente ed economicamente l’autore. Inoltre si tratta di un sistema antiecononomico: l‘enforcement del copyright non è servito allo scopo di tutelare, e si è rivelato un sistema troppo costoso. La UE critica i tentativi di governi di bloccare la pirateria online come “spreco di denaro“. Sono veri e propri boomerang. Leggi troppo autoritarie hanno reso gli utenti consumer contrari alla tutela del copyright.

Oggi la “parola copyright” suona “odiosa” alle orecchie dei cittadini digitali. Oggi la tutela del diritto d’autore è punitiva, e non è un sistema di riconoscimento e valorizzazione.

Il vicepresidente della UE e a capo dell’Agenda Digitale UE, Neelie Kroes, ritiene che sia giunta l’ora di rimettere l’artista al centro della scena, al posto del copyright, in  modo che goda di una maggiore popolarità e una più vasta audience, ma al tempo stesso il pubblico tragga il vantaggio in termini di una maggiore e diversificata offerta.

Tutto ciò è possibile grazie anche alla rivoluzione del Cloud computing: la nuvola di dati può salvaguardare la tutela del diritto d’autore e offrire all’arista un più ampio pubblico. La musica o la lettura nella cloud costituisce una nuova modalità per fruire delle opere, ma rappresenta anche un nuovo framework di diritti legali connessi. Il riconoscimento dei diritti è importante, ma non è l’unico aspetto della questione.

La UE chiede anche la parificazione della tassazione e agevolazioni fiscali degli e-book con i libri cartacei. Perché la cultura digitale crea un mutamento paradigmatico, da non ostacolare. Il cloud computing presenta un nuovo modo di acquistare, distribuire e “consumare cultura” – musica, e-book e film digitali – che solleverà nuove questioni su come ottimizzare le licenze. Invece bisogna “semplificare le licenze, non ostacolare i processi, garanteno che il sistema assicuri efficienza nell’interesse degli stessi artisti“.

Mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy chiede un giro di vite contro lo streaming on line (Hadopi 3), la UE chiede di guardare ai fenomeni (legali) Netflix, Amazon cloud, Google Music e iTunes con occhi nuovi. L’artista deve tornare a guadagnare ma con nuovi modelli di business.

L’Europa sta lavorando alla Digital Agenda, in modo da migliorare l’ecosistema per gli investimenti ICT in Europa. Infine la UE deve abbattere le barriere che ancora impediscono di creare un unico mercato digitale.

Neelie Kroes, Agenda Digitale UE

Autore: ITespresso
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