Negli Usa i Provider invieranno ai pirati online sei avvisi di violazione copyright

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Negli Stati Uniti Riaa e Mpaa siglano un accordo di enforcement della tutela del copyright con gli ISP. Come funziona la “Legge dei sei colpi” negli Usa

Non solo l’Italia approva le Delibera AgCom, ma anche gli Usa adottano una normativa contro la pirateria online. Recording Industry Association of America (RIAA) e della Motion Picture Association of America (MPAA) hanno sposato una versione edulcorata delle francese “Legge Hadopi” e dell’inglese Digitale Economy Bill. L’accordo firmato a Washington D.C. prevede invece dei tre colpi della “Legge Hadopi”, ben sei avvertimenti di allarme di violazione copyright. Ma, a differenza della Legge voluta da Nicolas Sarkozy, l’accordo di Riaa e Mpaa non prevede la disconnessione dalla Rete.

I principali provider statunitensi Verizon, AT&T, Time Warner Cable e Comcast invieranno sei alert agli abbonati dediti al peer to peer (P2P) illegale. Il primo avvertimento di download di materiale protetto dal diritto d’autore è a scopo informativo: avverte l’utente che un soggetto terzo potrebbe aver sfruttato una connessione non protetta per file sharing illegale. Anche gli altri allarmi, se il download illegale persiste, sono a scopo educativo. Invitano l’utente a tutelare la propria connessione WiFi, ad informarsi sulle alternative d’acquisto legale online, fino alle implicazioni della pirateria in Rete.

Dal quinto alert, gli alert diventano più minacciosi: anche se non c’è la disconnessione dalla Rete, per i recidivi la connessione online diventerà un percorso ad ostacoli. Gli ISP (Internet service provider) potranno adottare un approccio rigido o soft: per esempio valuteranno il rallentamento della velocità di connessione, blocchi ai siti, fino alla disattivazione del numero telefonico dell’abbonato. Ma gli ISP, che invece adotteranno un approccio soft dal quinto e sesto allarme, non saranno più coperti dal DMCA (digital millennium copyright act).

Riaa e Mpaa denunciano che l’industria dell’intrattenimento statunitense ha perso quasi 16 miliardi di dollari all’anno e 400mila posti di lavoro, anche se, dopo la chiusura di LimeWire, si registra una delle prime timide inversioni di tendenza con la crescita dell1% delle vendite degli album musicali (Fonte: Nielsen). Ma le associazioni per i diritti civili, come l’Electronic Frontier Foundation (EFF) e Public Knowledge, temono che l’accordo trasformi gli ISP in cyber vigili della Rete al servizio dei detentori del copyright. Senza decisioni dell’autorità giudiziaria, non dovrebbe esseci nessun intervento a carico degli utenti della Rete. Dopo le infinite discussioni su ACTA (accordo anti contraffazione) e sul Rapporto Gallo, a poche settimane dall’E-G8, il giro di vite e l’enforcement sulla tutela del copyright si stanno espandendo a macchia d’olio di qua e di là dell’Atlantico.

Delibera Agcom nella bufera
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Autore: ITespresso
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