Negli Usa sanzioni federali per la pirateria di film e musica

Autorità e normativeNormativa

La legge PRO-IP Act, voluta da Riaa e Mpaa, rafforza le norme penali contro contraffazione e pirateria digitale. Nasce l’autorità della proprietà intellettuale per tutelare il copyright in sede nazionale e globale

La presidenza di George Bush è agli sgoccioli (in attesa delle elezioni di novembre), ma riesce a firmare, dopo il piano Paulson, una nuova controversa legge contro la pirateria musicale. Mentre in Europa non sfonda la Dottrina Sarkozy che vorrebbe staccare la Rete ai cyber-pirati, in Usa la legge PRO-IP Act, voluta da Riaa e Mpaa, rafforza le norme penali contro contraffazione e pirateria digitale.

Nasce anche l’autorità della proprietà intellettuale: l’authority dovrebbe riportare direttamente al Presidente Usa su come tutelare in maniera efficace il diritto d’autore sia a livello nazionale che globale. Tuttavia il Dipartimento di Giustizia Usa già si sente spodestato, o per lo meno depotenziato, da questa nuova authority.

A volere la legge sono state le lobby della discografia e degli studios di Hollywood, Riaa e Mpaa, sostenuti dalla Camera di Commercio Usa, che denuncia che pirateria e contraffazione costerebbero 250 miliardi di dollari all’anno agli Stati Uniti.

A contestare la nuova legge sul copyright, sono diverse organizzazioni come Public Knowledge, che riteneva il Dmca sufficiente.Hollywood invece esulta: l’industria discografica ha infatti appena perso la causa contro la disoccupata Jammie Thomas accusata di aver scaricato illegalmente 24 brani in mp3, e Riaa e Mpaa ritenevano il Dmca non sufficiente a proteggere il copyright dei loro aderenti.

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Autore: ITespresso
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