Nei prossimi anni i computer andranno ad alcol

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Entro il 2012 il 15% dei laptop sarà alimentato da batterie
all’idrogeno. In Giappone stanno lavorando alla nuova tecnologia delle
cosiddette "fuel cell". Leggerezza, durata ed economicità, i vantaggi.

Non solo le automobili, in futuro, saranno alimentate da batterie all’idrogeno, ma anche i computer. Inventate dalla Nasa, per equipaggiare satelliti e stazioni spaziali con una fonte di energia efficiente e poco costosa, sono destinate a sostituire le batterie convenzionali in molti campi. Le definiamo comunemente batterie all’idrogeno, ma la dizione più corretta è “fuel cell”, celle a combustibile. Un sistema che ricava elettricità dalla reazione di ossidazione, in pratica una combustione, non solo dell’idrogeno ma anche del comune alcol metilico, quello usato per disinfettare. Molto avanti in questo tipo di ricerca sono le industrie elettroniche giapponesi. Hitachi, uno dei colossi dell’elettronica del Sol Levante, e Tokai leader mondiale della produzione di accendini hanno già costruito un prototipo di batteria ad alcol. Grande quanto una batteria a stilo AA fornisce energia sufficiente per alimentare un computer per circa 8 ore. Il combustibile impiegato è una miscela composta da 20 parti di alcol metilico e 100 di acqua. L’alcol è stato preferito all’idrogeno perché costa meno ed è meno pericoloso da maneggiare. Secondo quanto dichiarato da Hitachi, le prime batterie di questo tipo dovrebbero essere lanciate sul mercato verso la fine del 2005. Avranno un’autonomia maggiore del 30% rispetto al prototipo sul quale stanno lavorando. Secondo Atakan Ozbek, direttore del settore ricerche energetiche di ABI Research, entro il 2012, circa il 15% dei computer sarà alimentato con celle a combustibile. Al momento questo tipo di batteria non è ricaricabile, come quelle al litio o al NimHi. Ciò comporterà un problema di smaltimento che, come ha dichiarato Ozbek, non è insormontabile.

Autore: ITespresso
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