Nel Regno Unito il file sharing diventerà legale?

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Mentre l’Italia è possibilista sull’importazione della Dottrina Sarkozy, la Gran Bretagna segue il modello del P2p legale: si profila, per fine anno o inizio 2009, un accordo tra Isp e servizi di file sharing musicali legali

Le case discografiche in tutto il mondo affermano che la crescita del digitale non compensa il declino del mercato tradizionale, denunciano un crollo del

fatturato (il 17% in Italia), e accusano di questa situazione i soliti ignoti: gli utenti del P2p, del file sharing e la pirateria dilagante.

Mentre l’Italia è possibilista sull’importazione della Dottrina Sarkozy, la Gran Bretagna esplora una via diversa: un P2p legale in cui l’abbonamento in banda larga permetta il file sharing. Il governo inglese ha riunito a un tavolo Isp e distributori musicali.

Infatti ci sono paesi che, diversamente dalla Francia e dalla Dottrina Sarkozy, hanno un approccio diverso. In Corea del Sud il digitale rappresenta il 60% del mercato.

Entro fine dell’anno, anche il Regno Unito potrebbe seguire il modello sud coreano per offrire licenze ai servizi di file sharing.

Nessun accordo è stato ancora firmato, afferma The Register , tuttavia Isp e distributori musicali potrebbero arrivare a un ‘intesa: il prezzo lo farebbero gli Isp; un simile accordo eviterebbe agli utenti di finire su siti, fonti di malware, phishing o pedoporno. Per gli ISP simili servizi musicali, in cui fosse possibile anche la condivisione, sarebbero una killer application per attrarre utenti consumer.

Secondo la University of Hertfordshire for British Music Rights

, l’80 percento degli utenti P2P prenderebbe in considerazione servizi di file sharing legale.

Mentre la Gran Bretagna studia una via per battere il P2p illegale con l’uovo di Colombo del file sharing legale, l’Italia invece tergiversa sull’eventualità dell ‘importazione della Dottrina Sarkozy : staccare la spina ai renitenti alla sospensione del P2p pirata e mettere alla gogna i nomi dei cyber-pirat i.

Intanto torna a galla il giallo Qtrax : sostiene di essere vivo e vegeto e di avere raggiunto un accordo con EMI e l’Universal Music Group, per il peer-to-peer di musica legale sostenuto dall’advertising, ma ha un catalogo limitato e la sua musica non è compatibile né con iPod né con Windows Media.

Autore: ITespresso
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