Nessuna inversione a U su Expo 2015

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Expo 2015 è un'opportunità: basta scandali e ritardi
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Il commissario all’Expo 2015 Giuseppe Sala: costo da 1,35 miliardi. Contro la corruzione arriva il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone

Expo 2015 è confermata, nessuna marcia indietro: la scadenza rimane quella del primo maggio 2015 quando l’Esposizione Universale di Milano aprirà i battenti. “Non lasceremo a chi ruba la possibilità di rubarci un pezzo di futuro. Non è accettabile che i disfattisti dicano ‘fermiamo l’Expo’“, ha spiegato il presidente del Consiglio Matteo Renzi. La nomina del presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, viene vista come una risposta forte ai fatti di corruzione emersi questi giorni: il presidente della Regione Lombardia Maroni ha spiegato di aver “fatto proposte per fare in modo che questa presenza sia davvero efficace“.

Il commissario all’Expo di Milano Giuseppe Sala saluta l’arrivo di Cantone come una buona notizia. Secondo Sala, la realizzazione dell’Expo 2015 costerà alle casse pubbliche 1 miliardo e 350 milioni di euro per un evento per cui sono attesi 20 milioni di persone, di cui 15 italiani: “Ma quello che si mette è bilanciato dalle aziende partner (che metteranno 400 milioni di euro) e dai Paesi che parteciperanno (circa un miliardo di euro)“.

Tuttavia c’è chi come l’economista Roberto Perotti contesta in numeri e “la retorica” su Expo 2015: se si attende un italiano su quattro in visita all’Expo, l’economista teme che le cifre siano sovrastimate e che Milano fallirà ad attrarre il turismo culturale e congressuale, visto che l’Expo rimarrà isolato in una zona distante da Milano. Inoltre l’economista Perotti teme che i costi siano superiori e provochino un innalzamento delle tasse, con pesanti ricadute sul Pil.

Expo 2015 è un'opportunità: basta scandali e ritardi
Expo 2015 è un’opportunità: basta scandali e ritardi

Alle critiche il governo risponde che l’Expo rappresenta un’opportunità da cogliere. Il governatore della Lombardia Maroni auspica che entro oggi “venga nominato il sostituto di (Angelo) Paris”. Al posto di Paris, è stato nominato Marco Rettighieri nel ruolo di direttore generale costruzioni di Expo. I numeri in gioco sono: stime di flussi turistici per 10 miliardi di produzione aggiuntiva; un mercato del lavoro da 150 mila nuovi posti; l’eredità di Expo avrebbe ricadute come maggiore produzione post-evento per 6 miliardi di euro ed altri 50 mila posti di lavoro fino al 2020. Certo, si tratta di stime, tutte da prendere con le pinze. Ma per Milano l’occasione va colta. Ovviamente nella piena legalità: basta scandali e ritardi. Speriamo che da oggi Expo 2015 volti pagina, in positivo.

Autore: ITespresso
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