NetIndex: La Grecia sorpassa l’Italia nella banda larga

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NetIndex: Italia maglia nera fra i Paesi Ocse nella banda larga
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Secondo NetIndex, la Grecia ha messo la freccia sull’Italia nella velocità in download. Nella banda larga, l’Italia è ultima tra i Paesi del G8, penultima in Europea e fanalino di coda fra i 34 Ocse

La sonora bocciatura della banda larga italiana arriva da NetIndex. Anche la Grecia ha sorpassato l’Italia nella velocità di download, per scaricare contenuti dalla Rete. Nella banda larga, l‘Italia, con i suoi 8,51 Mbps in download, è  ultima tra i Paesi del G8, penultima in Europa e ultima fra i 34 Ocse. In Europa l’Italia non è maglia nera, solo perché é davanti alla Croazia: ma il sorpasso della Grecia rappresenta un ulteriore schiaffo alla nostra Agenda Digitale.

NetIndex: Italia maglia nera fra i Paesi Ocse nella banda larga
NetIndex: Italia maglia nera fra i Paesi Ocse nella banda larga

Secondo MM-One Group, la banda ultra larga rappresenta un volano per l’economia. Le aziende europee hanno archiviato il 2013 una media del 14% del fatturato grazie al Web (Eurostat). La Gran Bretagna e la Slovacchia sono al 18%, la Repubblica ceca al 26%, l’Irlanda al 31%. Un euro su tre, a Dublino e dintorni, arriva via Internet. L’Italia è solo al 7%: la metà dell’Eurozona.

L’Italia è maglia nera in Europa nei 30 Mbps e nell’Nga, Next Generation Access, secondo il Report sulle Tlc 2012 – 2013 (Electronic communications) della UE. Ma per l’e-government servono i 100 Mbps: sotto, l’e-gov non gira.

L’Italia è maglia nera in Europa nei 30 Mbps e nell’Nga, Next Generation Access, secondo il Report sulle Tlc 2012 – 2013 (Electronic communications) della UE. Ma per l’e-government servono i 100 Mbps.

In un’Italia in cui solo il 54,8% utilizza Internet contro il 70% della media Ue, e lo Spread digitale vale 10 milioni di euro al giorno pari a 3,6 miliardi di euro all’anno (fpnte: Censis), l’economia digitale potrebbe imprimere una spinta del PIL pari a 5 punti percentuali.

Anche nel turismo digitale. In Italia solo il 30,1% delle attività ricettive (alberghi, b&b eccetera) dispone di una piattaforma per ordinare su Internet; appena il 46,7% fa e-commerce e vende in Rete; i pernottamenti venduti online si fermano a un misero12,5%. Nell’anno d’oro del turismo mondiale (1,087 miliardi di turisti, 52 milioni in più rispetto al 2012, il quadruplo rispetto al 1980 – secondo UnWto- World Tourism barometer), l’Italia ha perso il 4.6% di turisti (4,3 miliardi di euro persi dal turismo straniero nel 2012 rispetto al 2006 – Wttc), proprio per i ritardi nel digitale.

Autore: ITespresso
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