NetIQ indaga sulla gestione della sicurezza

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Le politiche di sicurezza aziendali sono dettate più dalle minacce alla reputazione di chi se ne occupa piuttosto che dal rischio di procedimenti penali

Il 50% dei security manager di aziende che hanno sede nell’area EMEA ammette che le politiche di sicurezza delle loro aziende sono dettate più dal rischio di perdita di reputazione da parte della loro divisione, piuttosto che dalla minaccia di azioni legali o dalla perdita del loro lavoro. Tali risultati, tratti dall’indagine condotta da NetIQ sulla gestione della sicurezza, aiutano a spiegare perché le imprese focalizzano la propria attenzione sulle minacce ad alta visibilità come, per esempio, lo spam, i virus, il phishing, piuttosto che sull’implementazione di soluzioni intelligenti e complete per la gestione della sicurezza informatica aziendale. È quanto emerge dall’indagine di NetIQ che ha coinvolto 165 responsabili della sicurezza intervistati tra settembre e novembre 2004 in occasione di seminari organizzati in UK, Francia, Spagna, Germania, Italia, Olanda, Dubai, Sud Africa e Svezia. L’indagine indica come, nonostante il moltiplicarsi di nuovi regolamenti e leggi che richiedono un approccio alla gestione della sicurezza sempre più sofisticato, il 65% degli intervistati crede che i virus e i worm rappresentino la principale minaccia per i loro sistemi, il 47% ammette che gli accessi ai sistemi da parte di dipendenti non autorizzati sia il pericolo maggiore, seguiti dal 44% che individua il rischio principale nelle modifiche alle configurazioni dei sistemi non autorizzate. Inoltre, nonostante la percezione della rilevanza delle vulnerabilità ad eventi non prevedibili, come ad esempio il comportamento dei dipendenti, gli IT manager hanno investito maggiormente in strumenti per gestire minacce esterne altamente visibili e ripetitive, quali spam e patch: il 75% degli intervistati dispone infatti di firewall, il 60% ha gli strumenti per la gestione delle patch e il 45% ha soluzioni per la gestione dello spam. Solo il 32% degli intervistati ha installato soluzioni per la gestione delle politiche di sicurezza.

Autore: ITespresso
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