Neverwinter Nights 2

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Un bellissimo gioco, ancora da terminare?

Neverwinter Nights 2 è purtroppo un altro di quei capolavori annunciati, con tanto di pedigree e un ricco albero genealogico (da Baldur’s Gate al primo Neverwinter Nights) che finisce con l’inciampare in una rozza programmazione e in un lancio affrettato. Le premesse del gioco sono ottime. La fase di creazione del personaggio, forte del sistema di regole di Dungeons & Dragons 3.5, offre uno straordinario livello di personalizzazione, anche se ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di più sul fronte della caratterizzazione estetica. Di gran pregio è anche l’aspetto narrativo di Neverwinter Nights 2, che poggia su una trama avvincente e coinvolgente, infarcita di una gran quantità di colpi di scena, accuratamente posizionati per ottenere effetti davvero pirotecnici. L’intreccio e lo sviluppo dei personaggi (è possibile gestire un party fino a 4 elementi) ruota intorno all’idea che ciascuno possa decidere in ogni circostanza se comportarsi in modo malvagio o virtuoso, modificando così il proprio allineamento e, di conseguenza, le proprie relazioni con il resto del mondo, ivi compresi i membri del proprio party. L’interfaccia del gioco non ha subìto sostanziali miglioramenti, anzi, soffre addirittura di un paio di involuzioni: è infatti sparito il ?menu radiale? che consentiva di accedere a tutte le opzioni con semplici tocchi al tastierino numerico, mentre l’inventario si presenta ora come un insieme di icone difficilmente distinguibili le une dalle altre e, pertanto, foriere di possibili gravi errori soprattutto nella concitazione del combattimento. Quest’ultimo è rimasto pressoché immutato, e si basa sul solito meccanismo in tempo ?quasi reale?: la battaglia fluisce ininterrottamente secondo rigidi turni temporizzati, ma in qualunque momento è possibile ?mettere in pausa? per impostare nuove strategie o impartire ordini specifici agli altri membri del gruppo. Il limite più grosso di Newerwinter Nights 2 sta nella sua realizzazione tecnica. Il gioco è mosso da un motore grafico antiquato e inefficiente che, oltre a richiedere un hardware spaventoso in termini di potenza di calcolo (superiore a tratti a quello necessario per Oblivion), si dimostra capace di una resa alquanto modesta: la grafica è chiaramente datata e, anche al massimo del dettaglio, si dimostra in ritardo di un paio d’anni sullo stato dell’arte. A questi difetti si aggiunge il pessimo sistema di telecamere, costantemente impallato da elementi dello scenario o da altri personaggi: di qui la necessità di riaggiustare in continuazione la visuale in modo manuale, rendendo frustrante (e letale) la gran parte dei combattimenti più animati. Per finire, Neverwinter Nights 2 è afflitto da un’incredibile quantità di bug di ogni genere (grafica, intelligenza artificiale, crash e via dicendo) che Obsidian Entertainment sta tentando di fronteggiare sfornando ?patch? (e ?patch di patch?!) a getto continuo: mentre scriviamo siamo arrivati a quota tre, ma spesso queste riparazioni estemporanee tendono a confliggere tra loro, migliorando ?questo?, ma peggiorando ?quello?. Un bel pasticcio e un vero peccato: cosa bisogna fare, mi chiedo, per convincere le software house a completare i prodotti prima di metterli in commercio?

Autore: ITespresso
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