Nexus 6P, così deve essere lo smartphone top di gamma secondo Google

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Google Nexus 6P
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IN PROVA – Nexus 6P alla prova dei fatti ha soddisfatto le nostre aspettative. Promosso per le prestazioni e le caratteristiche hardware. Molto bene il lettore di impronte digitali che compare su un Nexus per la prima volta. I pro e i contro

Nexus 6P è lo smartphone top di gamma proposto da Google e ingegnerizzato e prodotto da Huawei. Questo modello succede a Nexus 6, il precedente modello di punta sviluppato per Google da Motorola, che non ha avuto la stessa ‘fortuna’ di Nexus 5, lo smartphone Google più fortunato, prodotto da LG, cui ora sono stati affidati i modelli Nexus 5X. Ruotano quindi intorno a tre vendor: LG, Huawei e Motorola gli ultimi top di gamma della proposta Google. Per Huawei la ‘commessa’ Google sarà funzionale anche alla scalata nelle quote di market share. Huawei ha svolto negli ultimi tre anni un lavoro importante, ne abbiamo parlato nelle nostre prove sui modelli precedenti, e lo ritroviamo tutto nei contenuti di Nexus 6P.

Nexus 6P
Nexus 6P è prodotto da Huawei e si trova disponibile per l’acquisto su Google Store

Nexus 6P è uno smartphone equipaggiato con l’ultima versione di Android, Marshmallow (Android 6.0), e si distingue dall’intera proposta su Android perché porta in dotazione, esclusivamente, tutto il software Google, in un connubio hardware e software controllato da Google, in questo senso Nexus 6P è la declinazione perfetta, su Android, dell’approccio di Apple, cioè uno smartphone con hardware e software perfettamente ‘coniugati’..

Per quanto riguarda l’hardware, parliamo di uno smartphone con display da 5,7 pollici, Amoled, con risoluzione 1440×2560 (515 dpi, rapporto 16:9), Nexus 6P lavora con Qualcomm MSM8994 Snapdragon 810, un octacore su architettura ARM, dotato di 4 CPU Arm Cortex A57 e 4 Cpu A53, la Gpu Adreno prevista è una 430 a 500 MHz. Nexus 6P sfrutta inoltre 3 Gbyte di Ram ed è disponibile con memoria da 32-64 e 128 GB, non espandibili. Noi proviamo – grazie alla disponbilità di Huawei – il modello da 32 Gbyte.

Nexus 6P_1
Nexus 6P – La fotocamera posteriore è protetta da una banda di vetro

Il comparto fotografico prevede, per la fotocamera principale, l’utilizzo di un sensore da 12,3 MP, apertura f2.0, ovviamente autofocus, senza stabilizzatore ottico, con flash a doppia tonalità, e per la fotocamera secondaria l’utilizzo di un sensore da 8 MP.
Proseguiamo con le informazioni tecniche indispensabili per inquadrare l’offerta. Nexus 6P è dotato di sensore di luminosità ambientale, barometro, giroscopio, accelerometro, bussola digitale. Il comparto radio offre connettività LTE (4G) su un ampio range di bande di frequenza (rimandiamo direttamente al sito di riferimento, per verificare l’effettiva copertura, che è globale). La batteria in dotazione è da 3450 mAh. E’ presente il sensore per le impronte digitali, che ci porta alla prima analisi descrittiva.

Nexus 6P, sottile ed ergonomico

Questo smartphone pesa 178 grammi, misura 7,78×15,9×0,8 cm. E’ facile riconoscerlo perché la parte alta posteriore che ospita la fotocamera e il flash è leggermente rialzata, in questa zona ritorna, come materiale, il vetro, su fondo scuro. Lo smartphone è disponibile in tre colorazioni diverse, esclusivamente in alluminio chiaro, grafite, e in una terza tonalità Frost, il guscio è in un unico blocco, per cui batteria e memoria sono inaccessibili all’utente.
Sul web è documentata l’accessibilità interna, ai profani, solo con notevoli rischi di rottura e certamente la garanzia invalidata, considerato l’assemblaggio complesso e compatto del device che si presenta robusto ma elegantissimo, con i profili lucidati e il resto dello chassis spazzolato. Più stretto di Nexus 6 e più lungo, su questo modello 6P è più facile accedere ad ampie porzioni del display, ma  sarebbe esagerato sostenere che è perfettamente utilizzabile con una mano sola.

Nexus 6P, in evidenza il leggero rialzo per poter ospitare la lente fotografica in tutto il suo spessore
Nexus 6P, in evidenza il leggero rialzo per poter ospitare la lente fotografica in tutto il suo spessore

Punto di forza, certamente, il posizionamento del lettore di impronte digitali, centrale, nella parte alta del dorso. La forma circolare non deve ingannare, perché il sensore è lo stesso utilizzato da Huawei su altri modelli, ed è di forma quadrata, tuttavia l’utilizzo quotidiano ci porta a valutare il posizionamento come decisamente migliore anche rispetto a quello dell’iPhone.

Appena più sopra del lettore di impronte digitali si trova il microfono filtro dei rumori, è facile coprirlo inavvertitamente. Il display è protetto con Corning Gorilla Glass 4, il vetro ritorna anche a proteggere flash e fotocamera. Sul Web si registrano voci di possibili spontanee rotture del vetro posteriore. Non ha riguardato il nostro modello, non abbiamo elementi per poter valutare quanto riportato, e non ci sembra che sia incidente diffuso da poter influire sulla scelta del device, ma sappiamo che Huawei e Google valutano l’accaduto.

Sul profilo della scocca a sinistra, è ben visibile il cassettino per la nanoSIM, di forma strana, perché più ampio di quanto sarebbe necessario, tanto da lasciar pensare alla possibilità di ospitare anche una memoria, ma non è così. Sul profilo destro vi sono i tasti di accensione e controllo volume, posti quasi a metà lunghezza a bilanciere. Perfetto il loro posizionamento quando con la mano sinistra si tiene il dito indice sul sensore di memoria e il medio sul tasto di accensione e con il pollice si regge il device.

USB-C
Ecco come è fatto il connettore USB-C

Soprattutto vogliamo evidenziare gli inserti plastici sul profilo (sono ben otto) per una perfetta recettività del segnale, e ancora di più l’interfaccia per la carica e il collegamento con il computer. Si tratta di USB-C che offre una ricarica e un trasferimento dati molto più veloce, oltre alla possibilità di inserire il connettore in entrambi i versi, soluzione comodissima soprattutto al buio. E’ questo il primo smarpthone che proviamo con la nuova interfaccia che abbiamo conosciuto con MacBook e che rappresenta un plus da valutare in fase di acquisto sui device, nei prossimi mesi.

Nexus 6P alla prova dei fatti

La prima esperienza con Nexus 6P passa dalla registrazione e dall’utilizzo dell’impronta digitale per il login. In questo senso Nexus 6P è da promuovere a pieni voti, la soddisfazione è completa, l’addestramento e il riconoscimento precisi, sempre.

Dopo le prime giornate di utilizzo abbiamo apprezzato anche la qualità del rivestimento oleofobico del display. Le impronte restano, ma tendono a scomparire abbastanza rapidamente. Il touchscreen è decisamente molto, molto sensibile. A volte bisogna addirittura fare attenzione anche al semplice sfioramento. Appena abituati, sarà un punto a favore. Abbiamo notato invece qualche comportamento anomalo del display a seconda dell’illuminazione ambientale.
A nostro avviso il sensore particolarmente sensibile alla luce tende a valutare per difetto la regolazione della luminosità del display. Ci è capitato anche semplicemente con tutte le applicazioni chiuse di ritrovarci al buio con una leggera insufficiente illuminazione.
Nulla di che, esigenze da perfezionisti. Invece pensavamo che l’octacore fosse decisamente più avido di risorse e ci siamo meravigliati nel rilevare che arrivare a fine giornata è assolutamente un traguardo scontato. Quasi impossibile il confronto in questo ambito con il vecchio Nexus 6, che in questo testa a testa risulta ora anche decisamente meno ergonomico, con il suo display così largo.
Su Nexus 6P non siamo rimasti stupiti, in senso assoluto, dal comparto fotografico. Intendiamoci, non è affatto sotto le aspettative, ma allo stesso tempo non ha sortito l’effetto wow atteso. Ottima è la qualità degli scatti per risoluzione e dettagli; secondo noi però si sarebbe potuto lavorare meglio sul bilanciamento della lettura esposimetrica (piccole porzioni di bianco tendono a influire più del dovuto con una leggera sottoesposizione complessiva) e sul bilanciamento del bianco, dove per esempio il nostro iPhone 6 plus ha offerto una temperatura di scatto più naturale.
Nel tempo potremo portare ulteriori esperienze.
Molto bene invece la qualità audio, con un buon riscontro anche sui bassi, ovviamente rimanendo nell’ambito gli smartphone.

Le prestazioni ‘muscolari’ dello smartphone riportano dati confortanti, con un punteggio AnTuTu di 54445 punti.
Non sono prestazioni da record ma bilanciate: Google Nexus 6 resta termine di confronto equiparabile, appena meglio i punteggi di HTC One M9, decisamente più lontani e più in alto i punteggi di Samsung Galaxy Note 5, del Galaxy S6, di Xiaomi Note Pro e per poco anche di Sony Xperia Z4. Tuttavia nel 98 percento dei task è quasi impossibile accorgersi delle differenze. E anche su questo Nexus 6P sono proprio prontezza e reattività le qualità che più ci sono piaciute.

Nexus 6 vs Nexus 6P
Nexus 6 vs Nexus 6P

E questo senza ma eccessivi surriscaldamenti e con stabilità di comportamento della cpu più che buona, sempre secondo AnTuTu test. Purtroppo con la qualità è cresciuto anche il prezzo. Si parte da 699 euro per la versione entry level, si arriva a 849 euro per la versione con 128 Gbyte di memoria, laddove la proposta iPhone 6s plus parte da 889 euro per arrivare a 999 euro.
Sono due smartphone top di gamma, ma ugualmente ci saremmo aspettati un livellamento di prezzo più significativo leggermente verso il basso su Nexus 6P, considerato che Nexus è device d’elezione per gli sviluppatori. Nexus 6P resta più economico di iPhone 6s Plus, non per questo dal punto di vista della dotazione vale meno. Per nulla, è da valutare se l’esperienza software complessiva valga la differenza di prezzo di circa 100 euro.

Se si guarda all'”apertura” di Android, ai vantaggi di un accesso completo al file system, non male risparmiare 100 euro, per un sistema maturo che è destinato ad accogliere, tra i primi device, gli aggiornamenti software futuri; se si guarda al sistema iOs e alla facilità d’uso complessiva, il sistema iOs vince ancora, con qualche punto a favore, anche per quanto riguarda la sicurezza.

Certo con questa proposta Huawei dimostra di avere tutte le carte in regola per ambire a fare ancora meglio anche sui nostri mercati con i suoi modelli. Il confronto è ad armi pari con i migliori, senza dubbio. Al di là dei riscontri sul Web, abbiamo trovato la qualità hardware complessiva notevole.

Tra i punti di forza in senso assoluto di Nexus 6P: la reattività, la fattura complessiva con lo chassis in alluminio, a nostro avviso anche l’autonomia, soprattutto sfruttando con arguzia Doze, e l’audio. Peccato non ci sia la possibilità di ricarica senza fili, e auspichiamo magari una rivalutazione di alcune calibrazioni software/hardware nel comparto fotografico.
Il nostro giudizio resta più che positivo; a nostro avviso Nexus 6P per chi acquista uno smartphone Android sopra i 600 euro è tra i primi tre device da considerare e valutare.

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