Niente deduplicazione per i Vtl di Ibm

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Gli ambienti virtualizzati si diffondono e con loro anche i servizi associati

Ibm ha annunciato una nuova biblioteca di nastri virtuali, battezzata Virtualisation Engine Ts7530 e che sarà commercializzata a partire dai primi di giugno.

Al di là delle nuove funzionalità, ciò che maggiormente colpisce in questa rinnovata gamma di dispositivi Vtl (i primi dopo il lancio, avvenuto nel dicembre 2005), è l’assenza di deduplicazione. Ibm è partner di lunga data di FalconStor, specialista che integra questa tecnica nelle proprie soluzioni storage, ma ha anche recentemente acquisito Diligent , specialista proprio di deduplicazione.

Stando a quanto comunicato ufficialmente da Big Blue, si tratta ispirata soprattutto dalla prudenza. Ci sarebbero ancora, infatti, tali e tanti problemi potenziali connessi alla tecnologia da generare per il momento insoddisfazione in termini di affidabilità, performance e coerenza. Per ridurre il peso dei dati memorizzati, Ibm ha così preferito la compressione hardware con un rapporto nell’ordine del 2:1, contro il 20:1 generalmente ottenuto con la deduplicazione.

Il Ts7530 utilizza dischi Sata da un terabyte e supporta fino a 4.096 nastri virtuali. La sua capacità massima è di 1,7 petabyte non compressi o di 3,4 petabyte compressi. Il prezzo di partenza è di 251mila dollari.

Autore: ITespresso
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