Niente folle per iPad Mini

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iPad Mini cannibalizza le vendite di iPad?

Apple lancia iPad Mini. Ma il nuovo tablet, dalle dimensioni ridotte ma dal prezzo non economico, non riceve l’accoglienza consueta. Si assottigliano le code ai negozi

L’accoglienza delliPad Mini appare tiepida rispetto ai record consueti di Apple, ad ogni debutto di nuovi prodotti consumer. Lo scrive Reuters annotando qualche coda, ma senza le folle attirate invece dal lancio dell’iPhone 5 o dei primi iPad, dal primo al terzo modello. L’iPad Mini si distingue per lo schermo dalle dimensioni ridotte, da 7.9 pollici, sufficienti per stare nel palmo di una mano, ma senza le caratteristiche premium dell’iPad 3 o 4: sull’iPad Mini manca infatti il Retina display degli ultimi iPad, e il Mini tablet di Apple deve accontentarsi dello schermo con la risoluzione dell’iPad 2, inferiore, per esempio, alla risoluzione ad alta definizione Kindle Fire HD da 7 pollici.

Mentre Google presenta il Nexus 10, un tablet, realizzato da Samsung, dalla super risoluzione (298 ppi con risoluzione da 2500×1600 pixel), superiore al Retina display, e dai prezzi competitivi, iPad da 9.7 pollici è sotto pressione. A sfidare l’iPad non c’è solo il Nexus 10, ma anche Microsoft Surface con Windows RT. E una pletora di tablet, ibridi e convertibili con Windows 8 è in arrivo sul mercato, alla conquista degli utenti Windows. Microsoft conta su 670 milioni di Windows 7 installati. In questo scenario, di forte ed agguerrita concorrenza, Apple pare fare un passo indietro con il suo tablet mini. Con iPad Mini, Apple sfida Amazon Kindle e il Nexus 7, ma con un tablet non altrettanto agile e piccolo, e, allo stesso tempo, dotato di display dalla risoluzione inferiore rispetto alla concorrenza: il tutto, però, a scaffale a prezzi più alti dei rivali. Apple giustifica il prezzo più alto dell’iPad Mini con l’ecosistema Apple, fatto da 275 mila apps. Ma l’ecosistema di Amazon è il punto di forza del Kindle Fire HD, oltre al prezzo low-cost da 199 dollari. E Google sta lavorando alacremente su Google Play Music e Movies, per arricchire il proprio ecosistema per i Nexus e tutti i tablet Android. Microsoft sta mettendo tutto il suo impegno per dirottare gli sviluppatori su Windows Store.

Apple non sta vivendo un momento facile, dopo che il suo titolo ha perso circa 100 dollari in 40 giorni, costringendo il Ceo Tim Cook a prendere decisioni cruciali, ma controverse per il futuro dell’azienda, dopo il licenziamento in tronco di Scott Forstall e di un altro top manager, in seguito al flop delle mappe su iOS 6.

Grazie alla “rivoluzione di Cook“, il “mago” del design minimalista di Apple, Jonathan Ive, assumerà il ruolo che fu di Steve Jobs: la prossima versione di iOS 7 nel 2013 sposerà  l’estetica minimalista del geniale designer Ive, che abbandonerà la grafica, con riferimento agli oggetti del mondo reale (dalle agendine di pelle agli scaffali di legno nella libreria), di Forstall. Ive rimetterà l’accento sulla collaboration e potrà dire la sua anche sotto il profilo dell’esperienza utente, migliorando molto la piattaforma iOS. Una piattaforma mobile messa sotto pressione da Android (che domina nel mercato mobile) e da Windows 8, che con un unico Windows sta sparigliando le carte nel mercato Mobile, dal desktop ai tablet, e con Windows Phone 8 sugli smartphone. Il software è infatti al centro, come non succedeva da anni. L’interfaccia sta diventando l’elemento di cruciale importanza: da quando si interagisce con le dita, ciò che succede lato software, rende l’esperienza eccellente o no. E, lato software, Apple ha deluso sia con Siri (al cui confronto funziona meglio l’interazione vocale dell’app di Google) sia con le mappe, disorientanti e piene di errori. Il compito di Ive consisterà nel rimettere il software al centro della scena, perché la qualità di un prodotto consiste nell’integrazione hardware e software, e non solo nel numero di apps disponibili.

Piper Jaffray prevede che Apple venderà fra uno e 1,5 milioni di iPad Mini nel primo week-end, sotto i 5 milioni di iPhone 5. Il titolo di Apple è scambiato a 590.56 dollari, lontano dal record di 700 dollari di poche settimane fa, quando il colosso di Cupertino valeva più delo PIL svizzero. Ma, da allora, Apple sembra aver perso un po’ del suo smalto.

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Autore: ITespresso
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