Niente killer nella palestra dei videogame

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Uno studio sfata l’equazione tra violenza reale e virtuale nei videogiochi.
Al via Game Developers Conference

Chi gioca ai videogame violenti non è un killer in erba. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le accuse contro i videogiochi troppo violenti, ma una ricerca li riabilita (per lo meno dalle accuse più infamanti). Una sociologa dell’Università della California del Sud ha sfatato i presunti legami tra giochi elettronici violenti e l’inquietante fenomeno dei baby-assassini. Le ricerche della sociologa Karen Sternheimer sono iniziate quando venne formulata la correlazione fra Doom e la strage di Columbine in Colorado. L’indagine intitolata I videogame uccidono? verrà pubblicata dall’American Sociological Association. I giovani killer ha purtroppo ben altre radici, sia in famiglia sia nella società, ben oltre i monitor. Infine uno sguardo all ‘apertura a San Francisco di Game Developers Conference , che l’anno scorso ha visto confluire 12.500 professionisti del mondo dei giochi e quest’anno approfitterà della guerra delle console fra Xbox 360, Nintendo Wii e Sony PlayStation 3. Invece E3 si evolverà invece da trade show a un evento marketing a inviti. Tra i workshop più interessanti citiamo: One Laptop per child, gaming per i paesi in via di sviluppo; la sfida de l Game design; Sex nei giochi per soli adulti; il Summit dei giochi seri e Gdc Mobile .

Autore: ITespresso
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